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Livorno

Fuga da muffa, umidità e case di 40 metri

Fuga da muffa, umidità e case di 40 metri

Parte il trasferimento alla Scopaia dai piani terra ormai inagibili: la storia di Annamaria e Agata

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LIVORNO. Annamaria in quelle tre stanze che si affacciano sul cortile della Chiccaia c’è nata e cresciuta: prima di lei ci stavano nonna Lina e nonno Leonetto, per tutti Leone, «rigorosamente iscritto al partito comunista e con la tessera del circolino sempre in tasca».

Annamaria Nocchi oggi ha 45 anni ed è tra le “shangaine” di sempre che fra qualche settimana - lavori e ritardi permettendo - lasceranno il quartiere: si trasferirà alla Scopaia, come quasi tutti gli assegnatari degli alloggi al piano terra del blocco della Chiccaia.

Basta poco per capire il perché. È lei stessa a mostrarci i circa 40 metri quadri in cui vive col marito Roberto e la figlia Linda. «Vedete – e sposta la tenda della camera – l’umidità si mangia tutto, è pieno di muffa. Inutile provare a toglierla, le pareti sono zuppe». E nere, nonostante gli spruzzi di colore per cercare di renderle un po’ più vivibili. «Abbiamo sempre tutti la tosse...». Gli spazi sono strettissimi, in bagno si entra uno alla volta. Sopra l’armadio Annamaria ha già iniziato a radunare le scatole: «Siamo cresciuti qui, siamo affezionati al rione, ma anche se lo abbiamo visto cambiare in meglio non vediamo l’ora di andare via. Speriamo che entro fine mese ci diano la buona notizia». Alla famiglia è stato assegnato uno dei 79 appartamenti popolari in fase di completamento alla Scopaia, sul viale Città del Vaticano: in realtà le chiavi avrebbero dovuto essere consegnate settimane fa, ma alcuni problemi con le ditte appaltatrici hanno ritardato la consegna dei palazzi: il Comune ha fatto sapere che entro un mese dovrebbero essere chiuso il cantiere. Con Annamaria si trasferirà anche Agata Pisano, 78 anni: le due vivono porta a porta da più di tredici. Casa di 37 metri quadri, dietro ai mobili il solito tappeto di muffa, niente riscaldamento. «Abbiamo chiesto – fa sapere la presidente del circolo Pd, Simonetta Pampaloni – che si spostino insieme, per mantenere i rapporti di vicinato, fatti di solidarietà e aiuto reciproco, che in questo quartiere nonostante le difficoltà sono sempre stati una risorsa». Subito dopo il trasloco tutti gli alloggi al piano terra saranno murati: «Non ci sono più le condizioni di abitabilità e sarebbe assurdo ristrutturarli visto che tutto il blocco dovrà andare giù». La speranza è che non si svuoti troppo lentamente lasciando spazio al degrado. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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