Concordia, prosegue l’incidente probatorio i periti duplicano la “scatola nera” della nave
A controllare la regolarità della costituzione delle copie forensi sono gli uomini del Gat della Guardia di Finanza. Intanto sui risarcimenti parla l’avvocato dello
I periti del gip di Grosseto hanno duplicato le memorie digitali degli apparati che costituiscono la ”scatola nera” della nave Costa Concordia naufragata all'Isola del Giglio il 13 gennaio. Le operazioni si avvalgono del supporto tecnico del Gruppo antifrodi telematiche (Gat) della Guardia di finanza di Roma e fanno parte dell' udienza in corso per l'incidente probatorio sulla scatola nera.
I periti devono ottenere dai supporti digitali originali delle copie che nella circostanza hanno valore di copia forense. La duplicazione riguarda, tra i vari apparati della nave, il Voyager data recorder (Vdr), altri computer di bordo, a partire da quelli della plancia di comando, e pc portatili.
La duplicazione delle memorie si svolge in una sala della Procura di Grosseto a causa della indisponibilità di aule del tribunale, oggi tutte impegnate, dove insieme ai periti e al Gat si sono riuniti, come previsto, i consulenti della Procura e quelli degli indagati e delle parti offese. L'udienza è cominciata nella tarda mattinata.
L’AVVOCATO: IN USA RISARCIMENTI PIU’ CONSISTENTI
«Negli Stati Uniti i passeggeri della Costa Concordia potrebbero avere molti più soldi di quelli che ha offerto l'azienda dopo il naufragio. Negli Usa c'è un sistema diverso. E' una giuria a decidere e in questi casi i risarcimenti sono più cospicui di quelli di altri Paesi. Chi volesse essere assistito da noi può rivolgersi al Codacons come hanno già fatto molti italiani e credo anche siciliani». Lo ha detto, stamattina a Palermo, Mitchell Proner, dello studio newyorkese che ha avviato la class action davanti al Tribunale di Miami contro la Costa per il naufragio della Concordia. Sono già 700 le persone assistite dal suo studio.
Secondo i suoi calcoli, a fronte degli undicimila euro di risarcimento per ogni naufrago e alcune associazioni di consumatori, il conto da pagare è molto più salato: 460 milioni di dollari (10 di risarcimento e 450 puntivi) solo per i primi 6 passeggeri. «Per altre 39 vittime, in cui ci sono anche parenti di persone morte o disperse - ha proseguito - abbiamo chiesto 538 milioni di dollari. Due milioni per ogni vittima, più la sanzione punitiva per l'azienda». L'ufficio legale newyorkese fa causa non alla Costa ma alla Carnival, proprietaria della holding che ha sede negli Stati Uniti. «Abbiamo clienti cinesi, europei, coreani, sudamericani - ha concluso - Bisogna inoltrare l'atto entro i sei mesi dall'accaduto, quindi invitiamo chi vuole rivolgersi a noi di farlo al più presto. Entro un anno e mezzo la causa sarà definita».
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