Italia
Sos Agelp, troppe imprese dribblano le regole
Meno addetti e più merci eppure sono in picchiata le richieste di manodopera extra
LIVORNO. La Compagnia Portuale è in grande affanno ma anche all'Agelp, l'unica agenzia che può gestire una riserva di "braccia" che le imprese portuali possono utilizzare per far fronte ai picchi di lavoro: lo scorso anno ha avuto un forte calo di chiamate (1500 turni in meno, dicono i sindacati) rispetto anche solo dodici mesi prima benché, da un lato, siano in porto siano usciti dalla produzione circa 100 addetti e, dall'altro, siano aumentati i traffici (più 1,5% i container, più 8,8% le merci ro-ro, più 4,3% le merci varie, in calo soltanto le rinfuse). Segno di una riorganizzazione che razionalizza l'uso della forza lavoro? Agelp e sindacati puntano il dito dicendo che in realtà è solo aumentata la "zona grigia" in cui si dribblano le regole.
È un aspetto sul quale ha messo l'accento anche la Compagnia portuale, quando si è detta disponibile a per far scendere la propria quota in Agelp così da favorire l'ingresso di nuovi soci. Una strategia di coinvolgimento che però sembra andata a vuoto: non sono ancora entrati un gruppo di operatori del mondo Assiterminal come Scotto o Sintermar. Al contrario, proprio una nuova Agelp con il 50% Assimprese e il 50% Assiterminal potrebbe spingere verso l'utilizzo di questo strumento.
I vertici di Agelp hanno puntato a incalzare l'Authority guidata da Giuliano Gallanti (nella foto), i sindacati invocano in modo esplicito i riflettori delle verifiche sulle imprese portuali ex art 18 e chiedendoche si arrivi ai pesanti "castighi" previsti dalla legge (sospensione e revoca della concessione) in caso di eventuali irregolarità o ripetute violazioni accertate dagli ispettori.
C'è da risolvere anche un altro problema, a giudizio delle organizzazioni sindacali: la Porto di Livorno 2000 movimenta persone anziché merci ma, considerando che è controllata dall'Authority e che lavora in ambito chiaramente portuale, può avvalersi dell'Agelp per una serie di attività?
Intanto, da parte dell'Agelp è stata ipotizzata come soluzione la cancellazione dall'elenco dei servizi possibili una serie di attività accessori che non hanno bisogno di investimenti: il riferimento è principalmente ai controlli sulla merce (smarcatura, controllo qualitativo, spuntatura e cernita, pesatura e misurazione). Si conterebbe di rimetterli direttamente in collo alle imprese, senza più la possibilità dell'uso di lavoro precario attraverso l'escamotage di società di servizio messe in moto da lettere di committenza).
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