Il Tirreno

Livorno

Morì ricoverato all’Utic, chiesto maxi-risarcimento

di Federico Lazzotti
Morì ricoverato all’Utic, chiesto maxi-risarcimento

Causa civile per 1 milione e 700mila euro chiesti dai familiari di Michelangelo Gori. L’uomo è deceduto nel 2006, un mese fa assolto l’ex primario di Cardiologia

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LIVORNO. È una maxi richiesta di risarcimento, un milione e settecento mila euro, quella depositata alla cancelleria del Tribunale civile nei confronti dell'Asl 6 dagli avvocati della famiglia di Michelangelo Gori, il perito tecnico morto in circostanze poco chiare a 41 anni, era il 20 giugno del 2006, mentre era ricoverato nel reparto di Cardiologia dell'ospedale di Livorno. L'azione civilistica nei confronti dell'azienda sanitaria arriva a meno di un mese dalla sentenza penale di primo grado con la quale il giudice Beatrice Dani ha assolto dall'accusa di omicidio colposo l'ex primario dell'Utic Michele Galli, unico imputato nel procedimento, nonostante fossero state tredici le persone indagate all'indomani del decesso. «In sede civile - spiega Ugo Borivant, legale della famiglia Gori - sarà più semplice dimostrare che i parenti di Michelangelo abbiano subito un danno e per questo siamo fiduciosi sul buon esito del procedimento che ha come obiettivo quello di dare un futuro migliore e una sicurezza economica alla moglie e alle due figlie».

È senza dubbio più complicato, invece, il percorso che il caso Gori dovrà percorrere adesso in sede penale. Lo stesso giudice, infatti, ha ordinato «la trasmissione degli atti del processo alla Procura perché proceda nei confronti dei soggetti responsabili dell'Asl che doveva curare l'adeguamento di mezzi e personale Utic».

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