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Livorno

Pdl, trasferta in Comune per Barabino

LIVORNO. Di sorrisi tirati e facce imbarazzate se ne sono visti parecchi. Ma alla fine, alla prima visita ufficiale in Comune, il nuovo coordinatore provinciale del Pdl, Paolo Barabino, una mezza...

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LIVORNO. Di sorrisi tirati e facce imbarazzate se ne sono visti parecchi. Ma alla fine, alla prima visita ufficiale in Comune, il nuovo coordinatore provinciale del Pdl, Paolo Barabino, una mezza impresa l’ha fatta davvero: tra chiacchiere e strette di mano ha riunito nella stessa stanza (quella di lato alla sala del consiglio) una parte del nuovo direttivo e gli aventiniani del congresso. In altre parole il fronte Amadio e i filo Tamburini: due anime del Pdl che non si parlano. O meglio: se si parlano lo fanno per mandarsi - anche pubblicamente - a quel paese.

Ieri Barabino è spuntato in Comune in tarda mattinata, come aveva già fatto in consiglio provinciale all’indomani della sua elezione. Con lui ci sono il vice del coordinamento, Massimo Malanima, e il metteoliano Benito Gragnoli. Entra in sala e partono i movimenti: prima la stretta di mano col sindaco e le scuse per l’invito al congresso che non è arrivato in tempo. Poi l’incontro con Gionata Giubbilei, uno degli aventiniani, seguito da un lungo faccia a faccia nella stanza Pdl con Attilio Palmerini.

Intorno a Barabino – quasi a non voler perdere metri lungo il rush finale della riunione del gruppo – arrivano un po’ tutti. Marcella Amadio gongola insieme a Maristella Bottino, Roberto Russo e Paola Nucci. Bruno Tamburini stringe la mano – un po’ imbarazzato – al coordinatore. E poi si siede e fuma. L’unico che resta in consiglio è Massimo Ciacchini. Mentre Marco Taradash non lo incrocia andandosene qualche minuto prima: un caso? ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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