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Livorno

Lettera a Monti per il Moby Prince

Lettera a Monti per il Moby Prince

Il presidente dell’associazione dei familiari: via il segreto di Stato

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LIVORNO. Revisionare le regole che proteggono il Segreto di Stato per far luce sulla tragedia del Moby Prince a distanza di quasi 21 anni.

È questo il senso della lettera aperta che Loris Rispoli, presidente dell’associazione dei familiari, ha inviato al capo del Governo Mario Monti, invitandolo alle celebrazione in programma a Livorno il prossimo 10 aprile.

«Ho letto – scrive Rispoli – con molto interesse la sua proposta di revisione e di controllo diretto del "segreto di Stato", noi attendiamo da anni che si faccia piena luce su una tragedia che è costata la vita a 140 persone che lavoravano o viaggiavano sul traghetto Moby Prince».

La notte del 10 aprile 1991 nel porto di Livorno – va avanti – «c'erano cinque navi "americanizzate" che riportavano le armi usate nella guerra del Golfo a Camp Darby, non credo ci siano coinvolgimenti a vario livello di queste navi, ma sono convinto che esistono negli archivi militari del nostro paese e dell'alleato americano tracce e documenti di ciò che è avvenuto quella notte nella rada del porto, qualsiasi documento potrebbe essere utile a capire perché il traghetto ha colliso con la petroliera Agip Abruzzo e le fasi successive all'incendio».

I processi che hanno riguardato l’inchiesta si sono chiusi con un nulla di fatto: «errore umano», scrissero gli stessi pubblici ministeri. «Ma non possiamo – insiste Rispoli – come cittadini e come familiari delle vittime ritenerci soddisfatti di procedimenti penali tenuti da giudici che negli anni successivi sono stati condannati (per fatti diversi ma gravissimi di concussione e corruzione). Colgo l'occasione – conclude – per invitare Lei o un suo rappresentante alle Cerimonie che si terranno il 10 aprile».

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