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Costa concordia

Class action contro Costa da 518 milioni di dollari

di Pierluigi Sposato
Class action contro Costa da 518 milioni di dollari

Passeggeri e membri dell’equipaggio si sono rivolti a uno studio statunitense Collaborano anche due avvocati grossetani, D’Amato e Fiorini

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GROSSETO. Sono duecento: metà circa passeggeri, metà membri dell’equipaggio di Costa Concordia. Complessivamente, hanno chiesto un risarcimento danni - tra materiali e morali - per un totale di 518 milioni di dollari. Una cifra iperbolica, una causa gigantesca contro Francesco Schettino, comandante della nave, contro Costa Crociere spa, contro Carnival Corporation e Costa Cruise Lines.

Una class action illustrata a Parigi dallo studio legale statunitense Ribbeck Law Chartered (Chicago), con il quale collaborano anche due legali grossetani, Alessandro D’Amato e Antonio Fiorini, i quali seguono un passeggero francese. La causa è stata aperta in Florida con le prime dove richieste di risarcimento: gli oltre cento passeggeri sono di nazionalità francese ma lo studio legale rappresenta anche membri dell’equipaggio provenienti da altre parti dell’Europa, dagli Stati Uniti, dall’America del Sud, e dall’Africa.

«Prevediamo che numerosi membri dell’equipaggio e passeggeri si uniranno a questi ricorrenti», ha detto Monica R.Kelly, avvocato dello studio Ribbeck. «Il nostro obiettivo principale - ha detto una passeggera francese, la signora Burgois - è scoprire le vere circostanze del disastro e assicurarci che qualcosa di simile non avvenga mai più».

Conferma Rose Metcalf, una sopravvissuta dell’equipaggio: «Sto intentando questa causa perché voglio migliorare la sicurezza a bordo delle navi e per assicurare che una tragedia del genere non avvenga mai più. Sono anche del parere che il trattamento dell’equipaggio della nave è stato ingiusto».

Antonio Fiorini e Alessandro D’Amato sono sulla stessa lunghezza d’onda: «Partecipiamo a questa causa per assicurare che coloro che hanno sofferto questa esperienza terribile non solo siano risarciti in modo appropriato ma anche per assicurare che le politiche industriali delle crociere vengano migliorate».

«È di grande importanza - ha concluso Manuel Von Ribbeck, socio fondatore dello studio - per le vittime che rappresentiamo che tutte le parti responsabili abbiano giustizia, senza alcuna eccezione».

Lo studio Ribbeck è specializzato nei processi riguardanti danni da morte senza giusta causa ed eventi catastrofici in tutto il mondo, avendo rappresentato vittime di 64 Paesi coinvolti in 38 incidenti di arei commerciali.

Lo studio ha incaricato un esperto, il canadese Max Vermij, amminstratore delegato dell’Accident Cause Analisys di Ottawa, che ha lavorato per 27 anni nelle industrie dell’aviazione e degli strumenti aerei e che ha progettato laboratori per decodificare le scatole nere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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