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Morto il fondatore della Libertas

Morto il fondatore della Libertas

Si è spento a 92 anni Sandrino Lomi , una vita per il basket. Kutufà: straordinario uomo di sport

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LIVORNO. È morto ieri mattina, a 92 anni, Alessandro Lomi, storico dirigente della Libertas . Tutti lo conoscevano con il diminutivo di “Sandrino”, una colonna portante della pallacanestro dei tempi d’oro.

Lomi, livornese doc, era nato il 27 gennaio 1920 e, giovanissimo, aveva lavorato al Consorzio agrario livornese, per poi cominciare la sua attività in banca, che lo portò a ricoprire per circa un decennio, fin verso la fine degli anni Ottanta quando è andato in pensione, il ruolo di direttore della sede centrale della Cassa di Risparmi di Livorno.

Ma la sua vera passione, quella che animava tutte le sue giornate, è sempre stato lo sport. Si deve a Lomi la nascita della Libertas livornese. Negli anni subito dopo la fine della seconda Guerra mondiale, fu proprio “Sandrino”, insieme a Luciano Fenzi, Dino Lugetti e Antonio Are - personaggi legati a doppio filo con lo sport locale - a decidere di fondare la Libertas. Due le grandi passioni sportive di Lomi, l’atletica leggera e soprattutto il basket.

Lomi ricopre per decenni incarichi di dirigenza nel periodo del grande basket a Livorno. L’epoca in cui sui campi dettavano le regole allenatori come Otello Formigli e Gianfranco “Cacco” Benvenuti, anche lui morto di recente.

L’epopea della pallacanestro livornese va avanti, prima era la Fargas, poi lo sponsor è divenne Peroni, e infine, al massimo del fulgore, la Enichem (ai tempi di D’Alesio e Boris).

A seguire con attenzione le sorti di uno sport che adorava c’è sempre stato Sandrino Lomi, che nel frattempo, a cavallo tra gli ani Settanta e Ottanta, è stato consigliere comunale della Dc per numerose legislature e poi, tra gli anni ’80 e ’90, ha trovato anche il tempo per l’incarico di presidente dell’Automobil club livornese.

Ma la sua grande passione era rimasta lo sport, tanto che fino a poco tempo fa, nonostante l’età avanzata, è rimasto a contatto con il mondo della pallacanestro, non solo livornese. «Per me è stato un secondo padre - dice Giovanni Giannone, presidente della Libertas provinciale, a 16 anni ero già dirigente del settore e in tutti questi anni abbiamo lavorato fianco a fianco Inoltre negli anni Ottanta, ci siamo dati il cambio all’interno del Consiglio nazionale Libertas, prima era consigliere lui, dopo sono diventato io».

Commosso il messaggio di cordoglio e partecipazione che il presidente della Provincia, Giorgio Kutufà, ha inviato alla famiglia di Alessandro Lomi, ricordando la figura di uno straordinario uomo di sport. «Personaggio sanguigno, instancabile - scrive Kutufà - polemico e sferzante, rimarranno nella memoria collettiva le sue sfuriate ai bordi del parquet. Accanto a questi aspetti caratteriali e caratteristici, c’era un uomo di profonde convinzioni, attento ai valori veri dello sport. Una persona che ha contribuito in maniera fondamentale alla crescita della pratica sportiva nel nostro territorio».

Commosso anche il mondo del remo livornese, con in testa il comitato Coppa Barontini che ha espresso cordoglio alla famiglia di Lomi.

I funerali di Alessandro Lomi si tengono oggi alle 10.30 alla chiesa di San Giovanni Bosco in Coteto.

(a.c.)

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