Il Tirreno

Livorno

«Primarie sì ma con regole nuove»

di Juna Goti
«Primarie sì ma con regole nuove»

Nel Pd si discute del futuro sindaco. De Filicaia: le alleanze si faranno sulla base del programma che decideremo

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LIVORNO. Mancano due anni alla fine del mandato, ma tra gli alleati di centrosinistra si guarda già alle primarie. Con il Pd nazionale e regionale che si scaldano sul dopo Monti e sulle alleanze da stringere alle politiche - il governatore della Toscana, Enrico Rossi, si è scontrato con i vertici regionali quando ha detto di guardare più a sinistra che al centro - il segretario comunale Yari De Filicaia, ha ribadito ai rappresentanti dei circoli riuniti in via Donnini che «abbiamo fatto bene a sostenere il governo Monti, non potevamo fare diversamente, ma non è il nostro governo: da giugno la tecnica torni al servizio della politica». E ancora: «Abbiamo fatto le primarie, il candidato premier è Bersani: quando ci si danno regole interne vanno rispettate».

Ma a Livorno?

«Si faranno sicuramente le primarie. Con una premessa: il Pd prima di parlare di primarie, di alleanze, deve pensare al programma. La smetta di farsi tirare per la giacchetta, da una parte e dall'altra: Il Pd c'è e stabilirà le alleanze in virtù della sostenibilità del progetto che presenterà. Avendo chiaro che il principio della governabilità sarà ineludibile».

Dice a Sel e Idv?

«Dico a chi vuole sentire. Faremo un progetto e su quello vedremo chi è disponibile a convergere. Poi si parlerà di primarie».

Ma saranno interne o di coalizione? Napoli, Milano, Genova e Palermo sono stati una bella sberla per voi …

«Quando si fanno primarie sul territorio bisogna che i dirigenti nazionali ne restino fuori. Detto questo, è un errore farle come a Genova, dove vanno in campo un sindaco uscente e un senatore. Altro caso emblematico Palermo: vanno a votare 800 immigrati che poi non partecipano alle amministrative. Le primarie vanno fatte, ma vanno anche regolamentate in modo più preciso».

Ecco: sia più preciso anche lei, faccia un paio di esempi.

«Almeno sei mesi prima ci sia un albo degli iscritti. E poi, in presenza di tre o quattro candidati, si stabilisca che si passa con almeno il 51 per cento dei voti, altrimenti è ballottaggio. Se si fanno primarie con una possibile coalizione io voglio, francamente, che vinca il candidato del Pd. Per come sono regolamentate ora o il Pd trova, con un meccanismo interno, una convergenza su un nome (in caso contrario il rischio di sconfitta aumenta) o si stabiliscano nuovi criteri».

Insomma, dopo le batoste interne al centrosinistra avete paura di misurarsi con Sel e Idv?

«No, quando il partito si misura si misura: la differenza la faranno progetto e candidato».

Alleanze: ma allora guardate al terzo polo o all'area della sinistra?

«Le alleanze verranno naturali rispetto al programma. Vogliamo che sia innovativo e coraggioso, ci sarà una selezione naturale».

Su cosa puntate?

«Il porto non è più quello di una volta: crociere e turismo rappresentano uno sbocco importante ma culturalmente non siamo pronti. Per le aziende partecipate dobbiamo trovare il modo di mantenere i livelli occupazionali rendendole funzionali. Poi i rifiuti: io sottoscriverei in pieno la chiusura dell'impianto al Picchianti se si costruisse il termovalorizzatore della costa».

L'Udc ci sarà alla vostra conferenza programmatica? Il segretario ha aperto il congresso del Pdl...

«Devo ancora parlargli. Secondo me sarebbe anacronistica, per l'Udc, l'alleanza col Pdl. Poi ognuno è libero di sostenere le scelte che vuole. Per quanto ci riguarda ci sono punti che ci possono vedere vicini e altri no. Ma, ripeto, sceglieremo in base al programma e alla governabilità».

Chi pensa possa dare le garanzie di cui parla? L'alleanza con Sel e Idv non è più "il migliore dei mondi possibili" come disse il sindaco?

«Non voglio fare scelte ideologiche, in nessun senso. Fare oggi valutazioni col metro del 2009 sarebbe un errore. La politica ha bisogno di riformarsi: con gli alleati faremo tutte le valutazioni del caso al momento opportuno. Se non ci saranno convergenze sul programma dovremo fare scelte molto coraggiose».

Cosa vuol dire "coraggiose": andare da soli?

«Scelte coraggiose nel progetto. Può darsi anche che non tutti ci stiano: l’unica cosa che do per scontato è che il Pd proverà a fare scelte coraggiose per la città».

L'incontro organizzato da Api e Confronto con Improta e Tabacci è stato rinviato: si dice che la partecipazione del sindaco e del governatore avesse scatenato un bel mal di pancia nel Pd.

«Qualche mal di pancia c'è stato, si andava a discutere di porto con personaggi autorevoli fuori dal partito. Io avrei ascoltato volentieri le parole del sottosegretario, l'opinione di Rossi e Cosimi la conosciamo già...».

Juna Goti

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