Il presidio
E ora la protesta cerca alleati tramite Facebook
«S'immagini di acquistare un'automobile. Sottoscrive un contratto e paga una cifra. Poi, quando va a prendere la macchina, il concessionario le dice che se vuole ritirarla deve pagare altre 2 mila...
«S'immagini di acquistare un'automobile. Sottoscrive un contratto e paga una cifra. Poi, quando va a prendere la macchina, il concessionario le dice che se vuole ritirarla deve pagare altre 2 mila euro». Enzo Cozzolini, fondatore del Comitato (insieme al segretario provinciale della Fiom Enrico Pedini), fa un esempio significativo per spiegare il paradosso dei “mobilitati a rischio pensione”. Non riguarda solo gli operai delle fabbriche - prosegue - ma anche ex lavoratori di tantissimi altri campi: come un ex impiegato di un'agenzia marittima che sarebbe dovuto andare in pensione dopo tre anni di mobilità. O come un informatore farmaceutico. E il caso degli esodati delle Poste non è poi tanto diverso.
La protesta corre anche su Facebook. Cozzolini ha creato il gruppo "Comitato lavoratori mobilità". La pagina è nata da pochissimi giorni: al momento 14 iscritti, ma ha una sorta di "gemellaggio virtuale" con il "Comitato lavoratori in mobilità, ma senza pensione" di Torino (219 membri).
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google