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La Capitaneria diffida la Grimaldi 25 i bidoni aperti, ne mancano 84
I fusti tossici dispersi in mare nell’incidente dell’Eurocargo Venezia, lo scorso 17 dicembre, continuano a far parlare di sé. Conclusa la prima fase di ricerca, sono ancora 84 i fusti
LIVORNO. I fusti tossici dispersi in mare nell’incidente dell’Eurocargo Venezia, lo scorso 17 dicembre, continuano a far parlare di sé. Conclusa la prima fase di ricerca, sono ancora 84 i fusti che mancano all’appello rispetto al totale del carico pari a 198. Quelli individuati, tra bidoni (96) e sacchetti (18), sono in tutto 114. E di questi, circa 25 sono aperti e quindi dai contenitori è fuoriuscita la sostanza tossica - catalizzatore esausto a base di nichel molibdeno - che si è sparsa nei fondali, come ha rilevato il robot Rov della nave Minerva 1, che ha svolto le ricerche dai primi di febbraio per un mese.
Lunedì scorso la Capitaneria di porto, che ha seguito tutte le operazioni, ha rinnovato la diffida alla Grimaldi Lines, società armatrice dell’Eurocargo Venezia, affinché, entro e non oltre 10 giorni, provveda a far pervenire un ulteriore piano di ricerca per i fusti non ancora rinvenuti. La prima diffida risale al 21 dicembre. Sarà ampliata l’area di indagine, che per la prima fase è stata circoscritta a 9-10 miglia a nord di Gorgona. Mentre entro il 20 marzo la Grimaldi dovrà presentare il piano per il recupero dei fusti ancora sui fondali.
Intanto c’è attesa per l’esito delle analisi svolte su acqua e sabbia da Arpat e Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) nella colonna marina sopra al punto di ritrovamento dei fusti aperti.
L’assessore comunale all’ambiente, Mauro Grassi, esprime «apprezzamento per nuova diffida da parte Capitaneria» e si augura che al più presto «vengano individuati i bidoni che mancano e che si avvii il recupero, perché è l’unica operazione da fare a tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente».
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