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I “pezzi” della nave in un magazzino
Stoccati a Talamone i rifiuti rilasciati in mare dalla Concordia: sono sotto sequestro giudiziario, ma finiranno in discarica
TALAMONE. Continua a ritmi serrati lo smaltimento dei rifiuti della Concordia, la nave che giorno dopo giorno rilascia pezzi ed arredi che devono essere raccolti e smaltiti dopo lo stoccaggio. E procede sempre nella stessa direzione visto che già dalla fine di gennaio è Orbetello la destinazione degli scarrabili colmi di materiali vari che vengono portati in località La Marta, in un grande capannone alto circa una decina di metri costantemente sorvegliato da una guardia giurata.
E per velocizzare tale attività, da qualche giorno è cambiata la sede di approdo del pontone che trasporta i mezzi di raccolta: al momento tutto avviene a Talamone, mentre in precedenza si passava da Porto Santo Stefano. Camion e rimorchi, rigorosamente coperti per non far vedere il contenuto, anche perché la ditta che si occupa dello smaltimento è obbligata al silenzio con la stampa da un contratto con la Costa Crociere: allo stesso obbligo non è sottoposto invece Giampiero Sammuri, il commissario straordinario per lo smaltimento dei rifiuti e presidente del Parco della Maremma.
«L’attività di smaltimento è di stoccaggio nel magazzino a La Marta è cominciata ancor prima della mia nomina – conferma – e sta continuando vista la enorme mole dei rifiuti rilasciati dal relitto. Il sito ha la doppia funzione di stivaggio provvisorio e di custodia di materiale sottoposto a sequestro giudiziario. Vi viene trasportato tutto il materiale flottante».
La struttura in questione è costantemente sorvegliata da guardia armata e questo suscita curiosità o addirittura preoccupazione:«All’interno del locale non c’è niente di pericoloso – assicura Sammuri – nessun rifiuto speciale o niente di più di quello che si possa trovare dentro un normale cassonetto della spazzatura. Ma essendo sotto sequestro giudiziario deve essere tenuto sotto controllo». Il continuo arrivo dei camion con sopra gli scarrabili blu fa pensare però a quali saranno i tempi di custodia: «Il sito funziona come un centro di smistamento della spazzatura: quando arrivano i rifiuti, per lo più pezzi di legno, plastica e complementi di arredo, vengono prima vagliati dalla procura per valutare se c’è qualcosa di interessante per le indagini. In un secondo momento è un rappresentante della Costa Crociere che li ispeziona per valutare se c’è qualcosa di valido da trattenere. Quindi vengono suddivisi per tipologia all’interno del magazzino. Infine si va allo smaltimento in discarica». Dunque una toccata e fuga, quella dei rifiuti della Concordia in Costa d’Argento, in attesa che cominci il recupero degli altri materiali sommersi.
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