Il Tirreno

Livorno

Via Grande aperta tutte le domeniche

di Juna Goti
Via Grande aperta tutte le domeniche

Le grandi catene espongono i nuovi orari con l’effetto liberalizzazione ma c’è anche chi rinuncia all’orario continuato

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LIVORNO

In via Grande le saracinesche di molte catene di abbigliamento resteranno aperte tutte le domeniche. Almeno fino a quando non dovranno fare i conti con l'estate e la corsa dei livornesi a scogli e cabine.

A gennaio il governo Monti ha dato il via alla liberalizzazione del commercio: oggi i negozi - almeno sulla carta, perché poi c'è da valutare spese, opportunità, ritmi di lavoro - possono stare aperti quando e quanto vogliono.

Nel Pentagono del Buontalenti le prime settimane del 2012 sono volate senza troppi cambiamenti. Ma una volta finiti i saldi e spuntato l'inventario primaverile, sulle vetrine sono comparsi i nuovi orari. Con un bel po' di sorprese per clienti e lavoratori.

Cambiamento radicale da Zara: lo store di abbigliamento e accessori da qui in avanti resterà chiuso all'ora di pranzo (salvo il sabato, quando è previsto l'orario continuato) per aprire tutte le domeniche. Il cartello in vetrina annuncia la chiusura dalle 13 alle 16 dal lunedì al venerdì e l'apertura ogni domenica dalle 15.30 alle 20.

Zara è la prima delle grandi catene a rompere la consuetudine dello shopping nell'ora del panino per potenziare i turni nel finesettimana. Gli altri marchi sono nella fase della sperimentazione o hanno scelto strade alternative. Sempre, però, sulla scia della liberalizzazione.

Ad aprire tutte le domeniche (mantenendo l'orario continuato) sono, tra gli altri, lo shop di intimo Oysho, quello di scarpe Prima Donna (che nel primo finesettimana del mese accende le luci anche di mattina), il negozio di abbigliamento Stradivarius (l’apertura domenicale andrà avanti almeno fino alle fine di marzo, poi l'azienda valuterà) e gli scaffali di Tezenis (aperti tutte le domeniche di marzo e aprile).

In tutti questi casi le aziende hanno scelto di mantenere l’orario continuato perché, ripetono a turno le commesse, la fascia che sta tra mezzogiorno e le 16 sta diventando la più gettonata dai clienti che sfruttano la pausa dal lavoro per raggiungere la cassa. L’apertura non stop nei finesettimana è invece motivo di grandi mal di pancia tra i lavoratori del commercio che nelle mega distribuzione non godono di chissà quali aumenti in busta paga per le domeniche extra. E poi – ripetono gli operatori - con il portafogli che fa fatica e l’arrivo della bella stagione che spinge verso il lungomare, più aperture non significa sempre maggiori incassi.

Così ecco che in questa fase di liberalizzazione e sperimentazione, non tutti i grandi hanno deciso di tuffarsi nell’apertura senza limiti. Il negozio Benetton di via Grande, ad esempio, almeno per ora continua a lavorare a orario continuato (9-19.30 dal lunedì al venerdì e 9-20 il sabato) e la prima domenica del mese (tutto il giorno, dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 19.30). Idem per Bershka. Salvo rare eccezioni, i negozi più piccoli che si affacciano sui portici hanno fatto la stessa scelta: su la saracinesca una domenica al mese, magari per contenere i costi, nonostante il via libera del governo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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