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L’ottavo cane è ancora libero
Ieri l’Asl ha provato di nuovo a prenderlo, ma è scappato
COLLESALVETTI. L’ottavo cane killer è ancora libero. Ieri i veterinari dell’Asl 6 hanno provato di nuovo a prenderlo, ma non c’è stato nulla da fare. Gli esperti del servizio Prevenzione hanno tentato di sedarlo con la cerbottana, ma l’animale non si è lasciato acciuffare.
Ieri pomeriggio la salma di Vito Guastella è stata portata in Sicilia. Sono tornati ad Alcamo anche i familiari, la moglie Vincenza Salato, suo fratello Antonio e gli altri cognati. Il funerale ci sarà oggi alle 15.30 alla chiesa madre di Alcamo. Tutto il paese si prepara a questo momento di profonda commozione.
Intanto proseguono le indagini della Procura per capire a chi appartenessero i cani del branco che ha sbranato il camionista. Sono in corso accertamenti anche sul terreno dove è successo il fatto e sullo stato delle reti di recinzione che collegano i due piazzali uisati dalla ditta di autotrasporti Di Leo di Alcamo. Intanto il camion dell’azienda di Trapani per cui lavorava Guastella, la Eurogru, non si trova più nel piazzale dell’orrore ma è stato riportato in Sicilia. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, quel giorno il camionista stava agganciando il rimorchio alla mortrice quando è stato attaccato dal branco.
Per ora ci sono tre indagati per omicidio colposo nell’inchiesta per la morte di Guastella. Uno è il titolare della ditta di autotrasporti che gestisce il piazzale, Daniele Giuseppe Di Leo. Gli altri due nomi nel registro degli indagati sono quelli di Rodica Trofin, una romena di 52 anni che vive in una roulotte parcheggiata nel piazzale accanto a quello della tragedia, e che avrebbe spesso nutrito il branco di cani, e Claudio Giacalone, 58 anni, un camionista di origine siciliana (non dipendente del Di Leo) che pure vive in un fabbricato che si trova nell’area ed è compagno della donna.(l.l.)
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