Il Tirreno

Livorno

«Ho capito subito che avevo davanti un truffatore»

di Lara Loreti
«Ho capito subito che avevo davanti un truffatore»

Un uomo di 93 anni, ex carabiniere, sventa un colpo Volevano spillargli 1500 euro con la scusa del pacco

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COLLESALVETTI. «Ho capito subito che quell’uomo era un truffatore e non un amico di mio genero. Ho letto spesso sul Tirreno di truffe del genere. E non ci stavo a farmi ingannare da quel malfattore».

L’esperienza e l’approccio smaliziato è quello di un uomo della sua età, 93 anni, ma i riflessi e lo spirito sono quelli di un ragazzino. Un anziano, maresciallo dei carabinieri in pensione, residente a Vicarello, lunedì mattina è stato protagonista di un episodio memorabile: ha sventato una truffa e messo in fuga un giovane malvivente che voleva spillargli 1500 euro. Con uno stratagemma, il novantatreenne s’è fatto accompagnare in banca facendo credere di voler ritirare i soldi da dare al giovane in cambio di un fantomatico pacco. In realtà ha dato l’allarme al 112. Poi purtroppo il truffatore è scappato. Ma ha rischiato di essere preso. E a quel punto i ruoli si sarebbero ribaltati: la vittima infatti s’è rivelata una persona scaltra, che stava per tirare al malfattore un brutto scherzetto. L’ex carabiniere non è caduto nel tranello del navigato ladro neanche quando quest’ultimo ha finto - come di consueto avviene nelle truffe agli anziani - di telefonare al suo genero per avere conferma della consegna del denaro.

Tutto ha inizio lunedì alle 12.30. Il pensionato sta tornando a casa lungo via Marconi a Vicarello ed è a piedi, da solo. A un tratto viene affiancato da un giovane sui trent’anni, con capelli corti, alto circa un metro e 75 e ben vestito. L’uomo ha anche un pacco di cartone sotto il braccio. Si avvicina e dice alla vittima: «Ma lei è il signor ...?». E lo chiama per nome. Il trentenne è molto affabile e prende subito conversazione con il suo interlocutore. Dopo qualche minuto, gli dice di conoscere bene suo genero e di aver avuto incarico da lui di consegnargli un pacco. «Però deve darmi 1500 euro», aggiunge.

Dopodiché, per avvalorare la sua tesi, il truffatore telefona (finge di chiamare) il genero, che ovviamente, conferma il tutto. Ma il 93enne non ci sta. E “sgama” subito il tranello anche perché, oltretutto, è un lettore attento e ricorda bene di aver visto spesso sul giornale numerose truffe perpetrate ai danni di anziani proprio con la stessa tecnica usata dal giovane che l’ha fermato: il finto pacco da consegnare, la telefonata creata ad arte al parente e così via. A quel punto l’anziano decide di provare a smascherare il trentenne, ripagandolo con la stessa moneta. Prende tempo e fa credere al truffatore di accettare la sua offerta. Quindi, va in una banca nelle vicinanze per ritirare i soldi. In realtà, appena entrato nell’istituto di credito, chiama i carabinieri. Il truffatore tuttavia, vede che l’anziano è al telefono e intuisce il pericolo. Quindi monta su un’automobile grigia e scappa in un baleno.

All’arrivo dei carabinieri di Collesalvetti, il malvivente è già andato via mentre l’anziano, che è sul posto, dà la sua testimonianza ai militari.

Una cosa sembra certa: il colpo è stato preparato nei dettagli: il malvivente conosceva il nome e le abitudini della vittima, compreso il fatto che avesse un genero e il nome di quest’ultimo. «La reazione dell’anziano - commenta il colonnello Francesco Zati, comandante del Reparto operativo dei carabinieri - è un esempio per tutti. Se tutte le vittime di truffa reagissero così, il “lavoro” per questo genere di persone sarebbe molto più difficile».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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