Il Tirreno

Livorno

Cane killer ancora libero «Si rischiano altre vittime»

di Lara Loreti
Cane killer ancora libero «Si rischiano altre vittime»

I parenti del camionista morto sono andati ieri nel piazzale sull’Arnaccio e si sono trovati faccia a faccia con l’ottavo animale, che però è scappato all’Asl

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Faccia a faccia con uno dei cani killer, l’ottavo del branco, quello sfuggito alla cattura dell’Asl e che tuttora è latitante: scappato ai veterinari. Ieri pomeriggio Antonio Salato, cognato di Vito Guastella, il camionista siciliano di 50 anni sbranato dai cani martedì scorso, è andato sul luogo della tragedia. Ha portato orchidee nel punto dell’aggressione, in via dell’Arnaccio 61, dove ha sede il piazzale della ditta di trasporti Di Leo. Ma una volta arrivato, ha trovato una bruttissima sorpresa: l’ultimo cane rimasto libero tra quelli che avevano sbranato Vito. «Me lo sono trovato davanti, ringhiava. E’ stata una sensazione terribile, la nostra famiglia ha versato sangue amaro in questa tragedia. E vedere che uno dei quei cani è ancora libero ci lascia senza parole. Ho l’impressione che questa vicenda sia stata sottovalutata». Salato chiama subito i soccorsi, ma è costretto ad aspettare per ore: «I carabinieri sono arrivati dopo mezzora, l’Asl dopo due ore». E dopo un tentativo di cattura da parte dei veterinari, il cane scappa.

Tutto inizia intorno alle 13.30. L’intenzione di Antonio Salato è quella di portare il mazzo di fiori e anche di rendersi conto di persona dello stato dei luoghi dell’aggressione. Per questo con lui si recano sull’Arnaccio anche l’avvocato Antonino Sugamele del foro di Trapani, e altri parenti. Ma proprio nel piazzale accanto a quello dell’orrore, Salato viene “accolto” dall’ultimo animale rimasto in libertà del branco assassino. Il cane, oltretutto, comincia a ringhiargli, costringendolo ad arretrare. Salato dà subito l’allarme, e quando finalmente arriva l’Asl, i veterinari cominciano a dare la caccia al cane.

Questi si infila in una gabbia messa nei giorni precedenti dall’Asl stessa, nella zona del piazzale dove l’animale è solito sostare. La gabbia dovrebbe chiudersi automaticamente per favorire la cattura dell’animale, ma questo non succede. Perché? Si chiedono tutti. In realtà, pare che sia stata programmata in versione manuale e che quindi per chiuderla serva l’intervento umano. Il furgone bianco dell’Asl si avvicina ma è inutile. Per un motivo o per l’altro, il cane killer scappa. «Dobbiamo mettere una nuova esca - dicono i veterinari - e tornare domani (oggi ndr) per catturarlo».

Ma intanto la polemica si infiamma. E i parenti della vittima sono sconvolti «Per noi è una situazione incredibile - racconta Salato - È ovvio che il cane, alla vista del furgone, sia fuggito. È ancora fresco il dolore per nostro cognato e ci fa male questo disinteresse dimostrato dalle istituzioni. E se il cane libero nella notte aggredisse qualcuno? Chi la prende la responsabilità? Qui i camionisti contintuano a lavorare mentre quell’animale gira senza problemi. Sono tutte persone a rischio: così come ha colpito contro mio cognato, quel cane, anche se ora è solo, potrebbe aggredire ancora qualcuno per fame. E non credo sia un caso che nel bagno presente nel casottino dei camionisti ci sia un cancelletto di protezione».

Il corpo di Guastella sarà portato in Siclia tra stasera e domani. E nel pomeriggio di domani potrebbe già esserci la cerimonia funebre nella chiesa madre di Alcamo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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