Italia
A 23 anni tenta il suicidio a Calignaia
Il giovane si è lanciato nel vuoto ed è finito sugli scogli: vivo per miracolo ma è gravissimo. L’allarme di un automobilista
LIVORNO
Si getta dal ponte di Calignaia e sopravvive per miracolo. È accaduto ieri pomeriggio, intorno alle 17.30. L’autore del gesto disperato è un ragazzo di appena 23 anni, che per motivi ancora sconosciuti avrebbe tentato il suicidio saltando nel vuoto, nel punto in cui termina la rete metallica del ponte e comincia il muretto in cemento (dal lato opposto al ristorante Il Romito). L’esatta dinamica del terribile volo non è chiara. Il giovane è andato a sbattere sugli scogli, ma potrebbe essere stato l’impatto fortuito con gli alberi o i cespugli a lato della scogliera ad aver attutito la caduta e, per questo, a salvargli la vita. Anche se il ragazzo resta tuttora ricoverato in gravissime condizioni.
Un salvataggio mozzafiato quello fatto dai soccorritori della Misericordia di Antignano, dai vigili del fuoco e dalla polizia. I sommozzatori dei pompieri e un poliziotto delle volanti si sono dovuti tuffare in mare per trasportare il giovane sulla barella fino al gommone dei vigili del fuoco. C’era mare grosso e le onde impedivano al gommone di avvicinarsi a riva. Un’operazione complessa di grande coraggio, viste le condizioni meteo. I volontari della Misericordia di Antignano si sono precipitati sugli scogli per prestare le prime cure. Il ragazzo è stato stabilizzato e caricato su una barella, trasportata dai soccorritori fino all’imbarcazione, scortata da una vedetta della Capitaneria di porto. Il mezzo è giunto in pochi minuti al moletto di Antignano per il trasporto in ospedale a bordo un’ambulanza della Misericordia di via Verdi: per non perdere neanche un minuto di tempo, la Misericordia di Antignano ha avvisato il 118, sollecitando a mandare al porticciolo un mezzo da Livorno. I volontari di Antignano infatti dovevano risalire la scogliera e poi riportare tutti gli strumenti a bordo e temevano di tardare.
A dare l’allarme al 118 sono stati Roberto ed Elena, due giovani fidanzati, che stavano percorrendo l'Aurelia quando è avvenuto il fatto. La coppia era partita da Cecina, dove abita la ragazza, per trascorrere qualche ora a Livorno e visitare il maxistore Decathlon. Invece, nel tardo pomeriggio di ieri, i due avevano ancora negli occhi quelle drammatiche immagini. «Stavamo viaggiando in auto, direzione Livorno - racconta Elena, ancora sotto choc - Giunti sul ponte ho notato un ragazzo che guardava a destra e a sinistra, come per accertarsi che non passasse nessuno. Poi è salito sul muretto, ha allargato le braccia e si è lasciato cadere di sotto».
Roberto è di Lucca, e in un primo istante non si rende conto della gravità della cosa. «Non pensavo che sotto ci fosse il vuoto», spiega. Ma la ragazza non ha dubbi, conosce quello che è stato tristemente rinominato il “ponte dei suicidi”. I due accostano la macchina davanti al ristorante Il Romito. Lei corre verso il lato opposto del ponte, e appena guarda sotto vede la scena agghiacciante. Il giovane è a terra sugli scogli, in posizione fetale, immobile. Elena si sbraccia verso il compagno, che entra nel ristorante per allertare i soccorsi.
Quando torna fuori, Roberto si accorge che quel ragazzo, apparentemente morto, in realtà è ancora vivo. «Di colpo ha alzato una gamba - dice - poi si è mosso ancora e si è disteso a pancia in su, con le mani sul petto». A quel punto torna nuovamente nel locale, per avvisare il 118 che il giovane dà ancora segni di vita. Elena, nel frattempo, urla in direzione della vittima, cercando di attirare la sua attenzione, senza però ricevere risposta. Da lì a poco intervengono i soccorritori.
«È stato un incubo - concludono - Ma è ancora più brutto pensare che, se non avessimo visto noi quel ragazzo in quell’istante, non se ne sarebbe accorto nessuno, e lui sarebbe morto agonizzando per chissà quanto tempo».
Lara Loreti
Giorgio Carlini
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