Il Tirreno

Livorno

«Vaccaro, così è da dilettanti della politica»

di Juna Goti
«Vaccaro, così è da dilettanti della politica»

Oggi il congresso Pdl, anche Corsinovi prende le distanze dalla capogruppo: era il nostro investimento, ma se diserta...

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LIVORNO

«Costanza Vaccaro è stata un investimento del partito, ma certi errori sono imperdonabili, da dilettanti della politica». Oggi gli iscritti al Pdl eleggeranno il nuovo coordinamento provinciale del partito (9.30-19 all’hotel Rex) che salvo clamorosi colpi di scena sarà guidato dall’unico candidato in pista, l’avvocato cecinese Paolo Barabino. Ma già da domani potrebbe scatenarsi una nuova guerra interna, con Vaccaro che rischia di diventare la grande sconfitta e di perdere la carica di capogruppo in Provincia. A pronunciare parole durissime nei suoi confronti - lei per ora non parla, ma ha fatto sapere che diserterà il congresso con molti consiglieri comunali - è proprio il consigliere provinciale che forse più di ogni altro le è stato vicino nell’esperienza amministrativa: il fiorentino Alessandro Corsinovi.

Corsinovi prende le distanze. «Disertare il congresso – interviene – è un errore clamoroso, una sciocchezza imperdonabile sul piano politico. È assurdo fare l’antipartito: o ci si mette in gioco e si rischia anche di perdere o si segue la scia tracciata da Amadio quando ha fatto un gruppo a sé in Comune». «Vaccaro – dice – dovrebbe presentarsi, prendere il microfono e dire come la pensa: cosa accadrà mai, la fischieranno? Pazienza. Partecipare le darebbe credibilità e un minimo di speranza per il futuro politico nel Pdl di questa città. Altrimenti si delegittima da sola». Ripete che «in politica quando si perde si sta comunque alle regole: a Firenze 80 dirigenti hanno firmato un documento contro la riconferma degli attuali vertici, ma nessuno si è sognato di non partecipare. Per me che l’ho sempre sostenuta e protetta - chiude – è un brutto colpo: era un investimento, ma certi errori sono imperdonabili, da dilettanti della politica».

Il gruppo in Provincia trema. Con i nemici che fremono e gli amici che vacillano, il futuro della capogruppo si fa sempre più incerto. A meno che non tiri fuori qualche asso dalla manica. A Palazzo Granducale un tentativo di ribaltone ci sarà di sicuro. Se lo lascia scappare il numero uno del listino di Barabino, Benito Gragnoli: «Dopo il congresso faremo i conti, in Provincia vogliamo rivedere gli assetti». Intanto fa sapere che al congresso sono invitati tutti i partiti e si scusa se alcuni inviti non sono arrivati in tempo, visto che perfino la location era sconosciuta fino a poche ore fa...

A chi va la sede? Ieri nelle stanze del Pdl non si parlava d’altro: fino a oggi ad occupare la sede di piazza Grande è stata l’area di Vaccaro, Taradash e Tamburini, ma se non saranno più rappresentati nel direttivo ci sarà qualcuno che vorrà indietro le chiavi? Magari proprio Marcella Amadio...

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