Tempo pieno a rischio per centinaia di bimbi
Incremento di richieste per la prima elementare ma i circoli hanno pochi docenti Il Provveditore: per legge si garantisce lo stesso numero di classi in uscita
LIVORNO
Tempo pieno negato a decine di bambini che si iscrivono alla prima elementare. Tanto che le famiglie devono “accontentarsi” di iscrivere i figli a classi con 27 ore di didattica a settimana. Oppure, ed è quello che sta avvenendo in città, preferiscono chiedere un nulla osta per ottenere il trasferimento in altri circoli didattici, ai quali non dovrebbero fare riferimento se venisse rispettato lo stradario che regola le iscrizioni scolastiche.Il tutto nella speranza che in quelle strutture ci siano ancora posti liberi nelle classi a tempo pieno. Perché per una famiglia in cui ambedue i genitori lavorano, il tempo pieno diventa una risorsa irrinunciabile per “gestire” i figli.
Le iscrizioni alle scuole elementari della città si sono appena concluse e i dirigenti devono ancora tirare le somme, ma già emergono alcuni problemi che le famiglie hanno dovuto affrontare nello scegliere la scuola elementare da far frequentare ai figli.
Non solo, perché il caos degli orari non riguarda soltanto le classi prime, ma anche quelle più avanzate. Molti i genitori che, sebbene il figlio l’anno scorso frequentasse per 30 ore settimanali, nel corso di quest’anno scolastico hanno dovuto accettare diminuzioni orarie, che hanno scorciato il tempo-scuola fino a farlo arrivare a 27 ore settimanali.
Il caos del tempo pieno. Aumenta il numero delle famiglie che richiede di far frequentare ai figli classi a tempo pieno (40 ore settimanali). A confermarlo è anche la dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale Elisa Amato, oltre che i dirigenti di alcuni istituti scolastici cittadini.
«Nelle mie scuola - spiega Vincenza Rum, dirigente del quarto circolo Lambruschini, che riunisce anche Cattaneo e Villa Corridi - restano fuori dal tempo piano almeno dodici bambini, che dovranno frequentare classi con tempo base. Il diritto alla scuola viene garantito, ma le 40 ore non possiamo fornirle». Impennata di richieste di tempo pieno anche nel circolo Carducci (a cui fanno capo anche Banditella e Montenero), dove la dirigente Camilla Pasqualini riscontra un “esubero” di 40 bambini che avrebbero voluto iscriversi alla prima elementare con il “tempo lungo” e che invece dovranno addirittura trasferirsi in altri circoli della città. «Non siamo in grado di accogliere questi bambini - dice Pasqualini - non per mancanza di volontà, ma perché le strutture scolastiche andrebbero adeguate. Mancano le aule e anche la mensa è previsto che accolga quel determinato numero di allievi, che per questioni di sicurezza non può essere aumentato senza consensi di istituzioni e Asl».
Incremento delle richieste di tempo pieno anche al circolo Brin (che riunisce anche le scuole Albertelli, dal Borro e Natali), come spiega la dirigente Maria Giusti: «L’aumento di richieste c’è stato, soprattutto nella scuola Natali. Per questo abbiamo dovuto ricorrere a un sorteggio per destinarli negli altri plessi. Mi sembra che siano rimasti fuori due bambini, che, in attesa si liberino eventuali altri posti da ora a settembre, sono stati sistemati in prime a 27 ore».
La dirigente dell’ufficio scolastico spiega che le sezioni a tempo pieno non possono essere aumentate a piacimento dei dirigenti. «Le norme prevedono - chiarisce - che venga formato un numero di classi prime a tempo pieno analogo a quello delle classi quinte che escono l’anno precedente. Questo anche per ovvie ragioni di spazio e sicurezza».
Riduzione oraria della didattica. Nella maggior parte delle scuole risulta che nelle classi intermedie (seconda, terza quarta) le trenta ore (previste come “tempo base”) non possono essere garantite. «Le classi formate fino alla riforma - dice Amato- prevedevano 30 ore, e adesso con questo orario sono rimaste solo le quinte. Quelle nate dopo hanno l’orario standard a 27».
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