Il Tirreno

Livorno

Altri due indagati per il branco assassino

di Lara Loreti
Altri due indagati per il branco assassino

Si allarga l’inchiesta dei carabinieri sulla morte del camionista sbranato dai cani La donna: gli davo solo da mangiare. È caccia sull’Arnaccio all’animale scappato

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COLLESALVETTI

Sul registro degli indagati è finita anche Rodica Trofin, la romena di 52 anni che dava da mangiare ai cani che hanno sbranato il camionista cinquantenne Vito Guastella. L’accusa nei suoi confronti è di omicidio colposo. Indagato per lo stesso reato anche Claudio Giacalone, 58 anni, un camionista di origine siciliana (non dipendente del Di Leo) che vive in un fabbricato che si trova nell’area e amico della donna. Anche lui, a quanto appreso, nutriva gli animali.

I due nomi si aggiungono a quello di Daniele Giuseppe Di Leo, titolare della ditta di trasporti e proprietario del piazzale dove stanziavano i cani. Lui sarebbe responsabile in quanto padrone dell’area dove i cani facevano base.

La donna, secondo gli inquirenti e come lei stessa ha più volte affermato, governava i cani da anni dando loro da mangiare e prendendosi cura anche dei cuccioli nuovi nati del branco. Tanto che accanto alla sua roulotte teneva anche una cuccia. Di fatto, come accertato dalla magistratura, li ha sempre seguiti, più o meno continuativamente. E a volte, come ha ribadito lei stessa, ha anche affidato a famiglie alcuni esemplari per assicurare loro un futuro migliore rispetto alla vita randagia di strada. Per questo la donna sarebbe stata in qualche modo responsabile dei cani.

I carabinieri in queste ore stanno ascoltando le testimonianze di tutti coloro che lavorano nell’area per avere un quadro il più ampio possibile e risalire alla eventuale proprietà degli animali. Da dove sono arrivati? Non sono iscritti all’anagrafe canina, ma in zona sono in tanti a conoscerli. I militari, coordinati dal pubblico ministero Gianfranco Petralia vogliono vederci chiaro.

Rodica vive sull’Arnaccio ormai da sei anni e tira avanti grazie a qualche lavoretto: è la compagna di uno dei camionisti che lavorano in zona e spesso fa dei servizi per gli autotrasportatori come lavare e stirare i panni e preparare da mangiare. Nella sua roulotte ci sono pile di lenzuola e asciugamani sistemati.

La figura della donna s’è rivelata cruciale sin dalle prime battute dell’indagine. È stata lei infatti insieme all’amico e collega della vittima, Giuseppe Calandrino, a trovare il corpo ormai senza vita di Guastella. La dinamica dei fatti è ancora al vaglio degli inquirenti. Il ritrovamento del corpo risale alle 9, ma l’aggressione è successa alle 7.30 circa. Prima nessuno s’è accorto di nulla. «Mi sveglio sempre alle 6.30, fatico a dormire. Ma quella mattina non ho sentito niente», ha detto la romena. Nessuno dunque avrebbe sentito le grida della vittima né i latrati dei cani.

Il giorno della tragedia, durante il sopralluogo dei carabinieri, la romena è stata fondamentale per domare i cani, che sembrava seguissero solo le sue indicazioni. Sia i militari sia l’Asl si sono serviti dalla sua confidenza con gli animali per bloccarli e poi sedarli al fine di portarli al canile. Alla fine di quella mattinata infernale, infatti, sette dei cani del branco sono stati accalappiati dai veterinari dell’Asl 6 e poi portati in un canile convenzionato a Crespina. Il branco era formato da nove cani: uno è sfuggito e l’Asl lo sta ancora cercando a Colle con l’aiuto dei carabinieri. Ma il cucciolo sembra non volersi far prendere.

Il nono sarebbe stato portato via dalla stessa romena.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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