Il Tirreno

Livorno

BASTAVA UN COLPO DI TELEFONO

di ANDREA LAZZERI

ANDREA LAZZERI L’hanno rifatto. L’altra volta sono stati i bidoni pieni di veleno, stavolta una più innocua (forse) paraffina. Anche stavolta la catena di comando che deve fronteggiare le emergenze...

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ANDREA LAZZERI

L’hanno rifatto. L’altra volta sono stati i bidoni pieni di veleno, stavolta una più innocua (forse) paraffina.

Anche stavolta la catena di comando che deve fronteggiare le emergenze ambientali in mare non ha funzionato. Ieri il Comune ha saputo con ritardo di ore che l’onda “anomala” stava spiaggiandosi davanti ai bagni Tirreno. Nessuno sa spiegare chiaramente cosa sia accaduto: a tarda sera l’ipotesi più accreditata riferisce di un fax mandato in un ufficio comunale chiuso. Probabile che le cose siano andate così né ci sarebbe da meravigliarsi visto il precedente. Comunque sia non è accettabile che tra Capitaneria di Porto e Comune (circa trecento metri in linea d’aria) non ci sia modo di comunicare e concordare il da farsi. Forse è mancato un De Falco di turno che si mettesse a urlare «Parlatevi c...!».

Fatto sta che la chiazza di liquido oleoso e biancastro è stata ispezionata dai tecnici Arpat verso le 19 e due ore dopo in Comune cadevano dalle nuvole. Ed è un fatto che di questa macchia buttata in mare da qualche nave, tutti sapevano dal giorno precedente. In gergo tecnico si dice che erano “allertati”. Raramente termine è risultato più forviante. A che serve l’allerta se poi quando quelli che sanno cosa sta accadendo non lo riferiscono a chi deve intervenire?

Ma ciò che più lascia basiti è che la lezione dei bidoni tossici non sia servita a niente. Ed è veramente difficile spiegare alla gente come tutto cio possa avvenire. In fondo sarebbe bastata una telefonata.

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