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Jogging, mare e infrazioni L'indisciplina va di corsa
Un lettore che ha sottolineato la cattiva abitudine di qualche amante delle corse, che sul lungomare di Antignano adotta un comportamento rischioso. Così per una volta sotto i riflettori ci finisce chi si sposta a piedi
di Giorgio Carlini
LIVORNO. «Mi rivolgo principalmente a tutti coloro che, come me, amano fare jogging, ma purtroppo non lo fanno nel rispetto delle regole». Inizia così una curiosa segnalazione apparsa sulla rubrica on-line del nostro giornale (nella sezione “Segnala Livorno” dove è possibile mettere in rete suggerimenti o richieste di aiuto).
Curiosa perché "ribalta" i termini della questione nell'infinita diatriba tra ciclisti e podisti da una parte, e automobilisti dall'altra. Vale in via Grande, per le vie del centro e ora anche sul lungomare.
Il lettore, in questo caso, sottolinea la cattiva abitudine di qualche amante delle corse, che sul lungomare di Antignano (uno dei tratti preferiti dai corridori in salsa labronica) adotta un comportamento rischioso.
«Molti appassionati - scrive il podista - corrono lungo la sede stradale. E per di più lo fanno contromano, uscendo pericolosamente sulla strada dal marciapiede, costringendo gli automobilisti a improvvisi spostamenti verso il centro della carreggiata».
La scelta di proseguire sull'asfalto da parte dei corridori si spiega probabilmente con il fastidio, per alcuni di essi, di fare jogging nei tratti di marciapiede ricoperti dalla ghiaia. Oppure la deviazione può essere causata da qualche ostacolo incontrato lungo il percorso (macchine parcheggiate male, impalcature, ecc), che costringerebbe altrimenti l'atleta a fermarsi e a perdere il ritmo.
Ma il rischio creato con una "invasione" nella corsia delle auto sembra cosa ben più importante rispetto a queste motivazioni.
«Per ora è andato tutto bene - conclude il lettore che ha scritto sulla rubrica online - ma chissà se sarà sempre così. Invito i vigili urbani e gli altri organi competenti a segnalare agli sportivi il loro comportamento sbagliato, per un maggior rispetto del prossimo». Così ecco che per una volta sotto il riflettore ci finisce chi si sposta a piedi. Come a dire: ce n’è per tutti, indisciplinati di ruote, parcheggio e... piedi.
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