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«Il sindaco venga a casa nostra»

«Il sindaco venga a casa nostra»

Alla caserma Del Fante la rabbia degli sfrattati: c’è un grave problema abitativo

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LIVORNO

«Siamo andati sotto casa del sindaco con i nostri figli piccoli per mano. Avevamo uno striscione, un megafono che non abbiamo neanche usato e solo la voglia di urlare il nostro disagio a chi comanda questa città e ha delle responsabilità precise. Dove sono le minacce? Dov’è la violenza?». Arriva la notizia delle denunce per 25 dei manifestanti che giovedì sera si sono radunati in via Roma, sul marciapiede davanti all’abitazione di Alessandro Cosimi, e alla ex caserma Cosimo Del Fante, dove ha sede il comitato degli sfrattati, l’aria che si respira è un mix di stupore, di rabbia ma anche di volontà di chiarimento.

«Non c’erano intenti né violenti né politici nella nostra protesta », spiegano Giovanni Ceraolo, membro del comitato, e Francesca Liperini, che negli ex uffici della caserma di via Adriana vive da ottobre insieme ai due figli e al marito, dopo essere stata sfrattata quattro mesi fa.

«Dentro di noi c’è tanta rabbia per le condizioni in cui siamo costretti a vivere - racconta Liperini seduta nella ex fureria e ora trasformata in una dignitosa cucina -. Ma non volevamo recare danno a nessuno. Siamo andati con i nostri bambini, in maniera pacifica. Abbiamo la coscienza pulita. Eravamo lì non per fare violenza al sindaco e alla sua privacy ma soltanto per far capire a lui e alla città che c’è un problema grave da affrontare. Lui ci aveva promesso che si sarebbe impegnato per risolvere la questione degli sfrattati, che la soluzione della caserma La Marmora sarebbe stata finalmente disponibile e invece niente di questo è successo. Siamo stati dimenticati. E allora siamo andati sotto casa sua. Ora ci piacerebbe che venisse lui qui. A parlare con noi e a vedere in che condizioni viviamo».

Trenta persone - tra cui quattro nuclei familiari con bambini piccoli - sono alloggiati in emergenza alla Del Fante. «Immaginate se non ci fosse stata questa soluzione: queste persone avrebbero passato l’inverno senza un tetto - sottolinea Ceraolo -. Se il sindaco ci fosse stato e fosse sceso gli avremmo detto queste cose. In un mese ci saranno altre 80 persone sfrattate. Come pensa di risolvere la questione? Vorremmo che lo stesso impegno che viene messo per progetti di riqualificazione urbana venisse posto dall’amministrazione anche per l’emergenza abitativa».

Giovedì intanto sarà presentato un progetto di riqualificazione della Del Fante, sabato ci sarà una distribuzione di volantini e lunedì una manifestazione davanti alla ex La Marmora.

Giulio Corsi

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