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Tre esperti della Procura per l’incidente probatorio

Tre esperti della Procura per l’incidente probatorio

Partito il ricorso per Cassazione dei pm contro l’ordinanza del Riesame Indagato l’ex codifensore del comandante Schettino: infedele patrocinio

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GROSSETO

La Procura ha deciso: ieri ha fatto partire il ricorso per Cassazione contro l’ordinanza del Tribunale del riesame che respingeva la richiesta di inasprimento degli arresti domiciliari per Francesco Schettino; e ha anche nominato i tre esperti che seguiranno per i pm l’incidente probatorio del 3 marzo.

Verusio e i gli altri tre pm hanno scelto tre esperti napoletani. L’ammiraglio Salvatore Picone, comandante della capitaneria di porto di Napoli; il capitano di vascello Salvatore Carannante, specialista del servizio di sicurezza della navigazione sempre a Napoli; e il professor Antonio Scamardella, che all’Università degli studi Parthenope insegna management delle aziende marittime e sinistri marittimi. Affiancheranno i 4 consulenti scelti dal gip Montesarchio e quelli che saranno indicati da difensori dei 9 indagati e dalla parti offese.

Ieri, dunque, da via Monterosa è partito il ricorso per Cassazione. E nei prossimi giorni anche Bruno Leporatti, difensore del comandante, seguirà la medesima strada, naturalmente per motivazioni diametralmente opposte e cioè per chiedere la cessazione di ogni tipo di custodia per Schettino.

Da Napoli arriva intanto la notizia che l’ex codifensore di Schettino è indagato per infedele patrocinio: sono stati perquisiti studio e abitazione. Il legale è indagato dopo che, durante l'edizione del Tg5 delle 20 del 10 febbraio, è stato mostrato il verbale di 'assunzione di informazionì dalla moldava Domnica Cermotan da parte del pm. Gli inquirenti ipotizzano che Parascandola abbia reso disponibile il verbale a terzi, dai quali poi potrebbe essere pervenuto al Tg5.

Tornando all’incidente probatorio, secondo il diritto, ogni persona che era a bordo della Costa Concordia ha il diritto di essere presente, insieme al suo avvocato. Più i periti. E sulla nave, la sera del naufragio, erano in quattromila tra passeggeri e membri dell'equipaggio. Ovvio che sabato 3 non ci sarà questa folla oceanica al teatro Moderno, quando verrà dato l’incarico per aprire la scatola nera, ma è attesa comunque molta gente. Secondo una prima stima, tra le 500 e le 600 persone. Lo dimostrano gli alberghi, in parte già esauriti. Per questo ieri mattina in Prefettura si è riunito il comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica. Un summit cui hanno partecipato il presidente del tribunale Michele Addimandi, il procuratore della Repubblica Francesco Verusio, il presidente della ProvincialLeonardo Marras, il sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi e i responsabili delle forze di polizia. Saranno quest'ultime, sotto la guida del questore Laratta, a stendere un vero piano di sicurezza, che andrà perfezionandosi nei prossimi giorni. Intanto però qualche decisione è già stata presa. Il 3 marzo verrà chiusa via Tripoli nel tratto che passa davanti al Moderno, in modo da evitare calche. Del resto, l'udienza di incidente probatorio, che avrà inizio alle 9.30, non è per legge aperta al pubblico: potranno accedere solo gli indagati, le persone offese, i loro difensori e i consulenti. E, come detto, non saranno pochi. Tant’è che buona parte di sabato verrà impegnata nella fase di identificazione. Per tutti coloro che avranno diritto all'ingresso verrà allestito un parcheggio di 250 posti, proprio a ridosso delle mura, mentre la stampa (sono attese emittenti da tutto il mondo) avrà uno spazio riservato al di fuori dell'area trasennata.

Alfredo Faetti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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