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«Si rivolgano al consorzio, il Comune è un creditore»

LIVORNO «I membri del comitato sono soci di cooperative e si devono rivolgere ai loro amministratori: il Comune non è la controparte dei residenti del Borgo di Magrignano, è semmai creditore nei...

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«I membri del comitato sono soci di cooperative e si devono rivolgere ai loro amministratori: il Comune non è la controparte dei residenti del Borgo di Magrignano, è semmai creditore nei confronti del consorzio Edilporto, visto che ancora mancano all’appello le opere di urbanizzazione previste dalla concessione». È la risposta che arriva da Palazzo Civico subito dopo l’incontro tra il gruppo di residenti e l’ex sindaco Gianfranco Lamberti.

È a lui che l’assessore alle opere pubbliche, Bruno Picchi, risponde subito per le rime: «Non ci siamo lavati le mani del problema, non si è rotta alcuna catena di impegni. L’amministrazione, nell’ambito della legalità e della legittimità, considerando il problema a carattere sociale che si è venuto a creare, ha svolto il proprio ruolo anche attraverso assunzioni dirette di responsabilità».

Dal municipio dicono che nel corso del faccia a faccia con i residenti e il consorzio datato 28 gennaio 2010, «ci eravamo impegnati a monitorare le opere di urbanizzazione e il quadro dell’abitabilità delle abitazioni in funzione delle difficoltà già manifestate da tutti i soggetti coinvolti». Gli assessori sostengono di non avere ricevuto altre richieste di incontro ufficiali, ma di avere comunque portato avanti gli impegni annunciati.

«La convenzione fatta a suo tempo con le cooperative – spiegano – prevedeva che l’abitabilità fosse data solo dopo la conclusione delle opere di urbanizzazione (che sono a carico del consorzio, ndr). Dobbiamo ringraziare i nostri tecnici che senza far venire meno la legittimità della concessione, alla fine hanno costruito un percorso che consentisse di dare l’abitabilità agli appartamenti ogni qualvolta che un immobile fosse in sicurezza, con gli allacci di Enel e dell’acqua». Le carte dicono che dal gennaio del 2010 al 22 febbraio di quest’anno altri 27 civici (tra villette e palazzi) hanno ottenuto l’abitabilità. Nonostante strade, ponti e casse di espansione siano in stand by.

Dettaglio non trascurabile: per quelle opere che sono a carico delle coop, il Comune ha una fideiussione di 12 milioni di euro. E ci sono quasi 7milioni di interventi che devono essere ancora collaudati e accatastati al patrimonio pubblico.

«Edilporto – avvisano da Palazzo Civico – deve rispettare la convenzione. Abbiamo bisogno di realizzare le strade e i ponti mancanti, il collegamento con via dei Pelaghi e via della Padula». A quanto risulta i lavori vanno a rilento anche perché alcune delle cooperative collegate a Edilporto non hanno ancora pagato la quarta rata degli oneri di urbanizzazione. Ma il problema vero sembrano essere le sempre maggiori garanzie richieste dalle banche. «In questa vicenda – chiudono dal Comune – ci sono livelli di intervento che riguardano i diretti proprietari nel rapporto con i propri amministratori e ci sono livelli di intervento pubblico che sicuramente non faremo venire meno, per quanto possibile, cercando di non mettere in difficoltà nessuno». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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