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«Il piano rifiuti zero è già stato tradito»

«Il piano rifiuti zero è già stato tradito»

L’accusa di Cannito (Città Diversa) e Romano (Idv): mancano i centri di riciclo E Tamburini attacca: «Come si possono fare progetti in tandem con Aamps?»

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LIVORNO

Fare il punto sull'attuazione della delibera Rifiuti Zero, approvata dal Consiglio nel 2010, per la quale a luglio 2011 è stato nominato un Osservatorio ad hoc: questo l’obiettivo della commissione consiliare convocata ieri mattina e alla quale era presente l'assessore all'ambiente Mauro Grassi.

In realtà ieri è stato presentato un documento, nel quale sì si faceva il punto della situazione, ma redatto dagli uffici comunali (e non dall'osservatorio) che, come emerso dal dibattito, ha lasciato "sconcertati" i consiglieri Andrea Romano (Idv) e Marco Cannito (Città Diversa), "padre" della delibera Rifiuti Zero.

Il documento riporta una sintesi delle iniziative legate alla politica rifiuti zero che l'amministrazione, in tandem con Aamps e Ato, sta mettendo in atto: un piano che va dalla raccolta porta a porta in alcune zone della città, alle installazioni ecologiche di riduzione rifiuti, all'incremento della vendita di prodotti sfusi. Una serie di obiettivi, alcuni già attuati, alcuni ancora in fase di rodaggio, che non hanno convinto però i consiglieri Romano e Cannito che hanno rivendicato invece quelli contenuti nella delibera stessa che - dice Cannito - «sono stati traditi e disattesi. Siamo in ritardo con i tempi e non sono state attuate le politiche necessarie al raggiungimento dell'obiettivo rifiuti zero. Senza la realizzazione dei centri di riciclo questa delibera vale zero», chiosa il leader di Città Diversa con un gioco di parole.

Duro attacco anche sulle modalità di intervento. «Non è possibile - afferma Romano - pensare di realizzare gli impianti necessari alla riuscita della politica rifiuti zero in sede di revisione del Piano Strutturale come indicato nel documento: è necessario un percorso veloce e che coinvolga da subito l'Osservatorio che deve rendere conto dell'operato dell'amministrazione».

Già, perché, l'assessore Mauro Grassi, in apertura dei lavori aveva prospettato un percorso diverso che prevedeva il coinvolgimento dell'Osservatorio solo a seguito dell'approvazione del piano interprovinciale sui rifiuti. «Trovo giusto poter ragionare su fatti concreti e prendere decisioni in base a linee guida precise. Il documento che il Comune ha prodotto e, nel momento in cui verrà approvato, il piano interprovinciale sui rifiuti sono due atti concreti: verranno inviati all'Osservatorio e a quel punto sarà possibile organizzare un incontro in sede comunale».

Un iter appoggiato dai consiglieri del Pd, dal consigliere di Confronto, Gianfranco Lamberti, che ha proposto un consiglio tematico, e dal consigliere di Sel, Lamberto Giannini, il quale però ha sottolineato un grave ritardo sui tempi.

Putiferio invece sulla situazione di Aamps. «Tra poco non esisterà più - è la previsione di Tamburini - e ancora ci proponete progetti in tandem con questa azienda». «Noi lo avevamo detto e non è stato fatto nulla»: è in sostanza la frase più ripetuta da Cannito e Romano.

L'Aamps viene però difesa dall'assessore Grassi: «E' un'azienda che ha operato bene e che ha sempre fatto il proprio dovere. Mi sento di difendere quanto ha fatto in questi anni». Appuntamento oggi col secondo atto: sul caso Aamps si riunisce il consiglio comunale. Federica Boldrini

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