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100 appartamenti in via Goito

100 appartamenti in via Goito

Opposizione e Idv dicono no. Ciacchini accusa: alla Leccia quale riqualificazione?

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LIVORNO

Espropri, diritti di superficie e concessioni sono stati i protagonisti della quarta commissione (assetto del territorio) riunitasi ieri pomeriggio.

Si inizia con le aree Peep: Paola Bernardo, assessore al patrimonio, deve rispondere a due interpellanze presentate dal Pdl.

«L'amministrazione – accusa Massimo Ciacchini – aveva promesso che i tributi della aree Peep di Leccia e Scopaia sarebbero stati reimpiegati al miglioramento di questi stessi quartieri. Le promesse non sono state mantenute, avete spillato soldi alle famiglie».

Secca la replica di Bernardo: «L'amministrazione ha richiesto quello che era dovuto per diritto di superficie, inoltre Leccia e Scopaia sono i quartieri dove le adesioni alla nostra proposta di conguaglio sono state minori».

Ma ad agitare gli animi è la questione di via Goito. Si dovrebbe votare un atto che prevede la suddivisione in due subambiti di un area di 66mila metri quadrati compresa tra via da Verrazzano e via dell'Ambrogiana.

In sostanza, si tratta di scorporare l'area in due parti perché il proprietario della porzione più piccola (4mila metri quadrati), non ha interesse ad accettare la proposta del Comune.

Nei 62mila metri quadrati restanti la proprietà (la Cooperativa Italia) intende realizzare circa 100 appartamenti e un parco di 55mila metri quadrati.

Si impegna, in cambio degli oneri di urbanizzazione, a cedere l'area e a occuparsi della riqualificazione e trasformazione in giardino pubblico, per una cifra di 3milioni e 300mila euro.

Votare la suddivisione in due subambiti significa implicitamente, aprire la strada alla realizzazione delle palazzine di quattro piani e di due parcheggi interrati in via Calatafimi e via Corcos. Inevitabili si sollevano le proteste.

«Questa operazione non ci convince affatto – dice Andrea Romano (Idv) – Non si può affrontare con leggerezza una trasformazione che andrebbe a impattare in maniera radicale sulla viabilità e vivibilità urbana».

Anche Marcella Amadio è fortemente contraria: «Il mio è un "no" - dice - grande come quei palazzi che volete costruire, portando avanti una cementificazione selvaggia. Il quartiere presenta un dedalo di stradine insufficienti a reggere un aumento dei flussi di traffico».

«Il proprietario dell'area è lo stesso che ha lasciato incompiuti gli interventi sugli Scali delle Macine - interviene Salvatore Capuozzo (Udc) - che garanzie abbiamo da tale soggetto?».

Nonostante l'assessore Grassi cerchi di rassicurare la commissione, spiegando che alla Cooperativa sarà richiesta una fideiussione, al momento del voto Amadio conferma il suo no mentre Lamberti e Romano si riservano di votare in consiglio.

Martina Corirossi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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