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Livorno

Le foto dimenticate dei feriti di guerra negli archivi dell’Asl

Le foto dimenticate dei feriti di guerra negli archivi dell’Asl

Trovato un album fotografico che raffigura villa Corradini dove curavano i soldati del primo conflitto mondiale

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LIVORNO

Hanno gli occhi tristi di chi sa cos’è la sofferenza, ma nei loro sguardi brilla anche la fierezza di chi ha combattuto per un ideale. Sono i soldati della Grande guerra, raffigurati immobili davanti alla casa di rieducazione di villa Corradini, zona San Marco. Molti di loro hanno perso una gamba durante il conflitto e si trovano a Livorno per la riabilitazione, come si vede dalle foto che li raffigurano con le protesi mentre fanno l’apposita ginnastica nei giardini della casa di cura.

C’è un mondo intero, dove ogni volto ha una storia, dentro l’album di foto spuntato per caso dagli archivi dell’Asl 6. Un ritrovamento unico, che fa conoscere un po’ meglio la storia delle strutture sanitarie cittadine.

L’Asl, infatti, sta sistemando le stanze al primo piano dell’ospedale, dove ci sono gli uffici della direzione. Dal nulla, coperto di polvere, è venuto fuori un tesoro: un maxi volume rilegato dall’associazione per gli invalidi di guerra in cui ogni pagina è un tassello di storia. Il volume, perfettamente conservato, è finito nelle mani dell’Asl per caso. «Stiamo ripulendo le stanze al primo piano dell’ospedale - spiega Luca Bianciardi, direttore della struttura sanitaria - e sono stati ritrovati molti volumi rari, testi francesi di anatomia che risalgono all’Ottocento e poi questo grande album con le foto della casa di rieducazione a Livorno agli inizi del Novecento».

In quelle immagini in bianco e nero sono impressi momenti di vita all’interno di quella che era la struttura sanitaria di quel tempo: ci sono le camere da letto e i corridoi, ma anche scene di vita quotidiana nella casa di rieducazione.

C’è la scuola, la stanza del refettorio, il giardino, l’officina dei lattonieri dove si preparavano bricchi e contenitori. E poi c’è l’officina per le protesi, dove venivano costruiti gli arti artificiali per chi in guerra aveva perso gambe o braccia, e alcune foto che raffigurano la ginnastica e gli esercizi di riabilitazione a cui venivano sottoposti i soldati feriti.

Questi scatti, perfettamente conservati con tanto di incisione color oro sui cartoncini di un azzurro sfumato che fanno da passpartout alle foto, sono un tesoro prezioso per la memoria della città.

Tanto che l’azienda sanitaria, che sta ristrutturando il reparto di riabilitazione, ipotizza di realizzare nel padiglione una piccola mostra fotografica riproducendo quegli scatti. Il grande album invece tornerà negli archivi Asl, per essere conservato tra i volumi storici.

Anna Cecchini

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