Il presidio
Cisternone, slitta ancora il sopralluogo
Dopo i cedimenti la struttura è transennata da due settimane, Comune e Asa devono trovare l’accordo per il recupero
LIVORNO. Tutto tace. Sul restauro del Cisternone nessuno si sbilancia. Né il Comune, proprietario dell’immobile, né l’Asa che gestisce l’edificio per le sue attività aziendali. Intanto quel Cisternone che è un po’ l’emblema della città - uno dei pochi monumenti storici di Livorno - è fasciato nelle fettucce bianche e rosse da oltre due settimane. Da quando, nei giorni dopo la grande nevicata del primo di febbraio, un cittadino si è accorto che dal solaio del porticato cadevano alcune pietre. L’Asa è stata avvertita e immediatamente, per ragioni di sicurezza, ha deciso di interdire i colonnato esterno al passaggio ai cittadini. Una chiusura precauzionale, come si è affrettata a spiegare l’azienda dopo aver transennato la struttura. Insomma il Cisternone non è a rischio crollo, lo assicurano Asa e Comune. Però sembra destinato a restare chiuso per molto tempo, visto che ancora non è stata neppure decisa la data del sopralluogo per analizzare l’entità delle lesioni.
La scorsa settimana, trascorsi già alcuni giorni dal momento in cui l’edificio è stato transennato, Asa ha comunicato all’ufficio tecnico del Comune il danno subito dal monumento, assicurando che entro poco ci sarebbe stata una verifica congiunta per appurare la natura del cedimento e cominciare a valutare l’intervento di ristrutturazione. Sono passati altri sette giorni ma niente è cambiato. Neanche la Soprintendenza ai beni artistici, che Asa e Comune hanno subito chiamato in causa spiegando che qualunque intervento sull’edificio deve essere concordato con le Belle arti, si è mossa. Anzi, fino a pochi giorni fa non era neppure stata avvertita ufficialmente. Sempre di più si fa strada l’idea il cedimento del Cisternone sia destinato a diventare una storia infinita. Una patata bollente che i soggetti coinvolti sembrano non volersi accollare. Perché se all’inizio le competenze sull’edificio sembravano chiare, ora la vicenda pare destinata a ingarbugliarsi. Nei giorni scorsi infatti Asa e Comune sembravano concordare su un fatto: la manutenzione dell’immobile su viale Carducci - e quindi i finanziamenti necessari per l’intervento di ristrutturazione - pare competere all’ente proprietario, ossia l’amministrazione comunale. Una certezza che potrebbe vacillare: pare infatti che il Comune stia effettuando verifiche sui contratti di cessione dell’edificio. Insomma, basterebbe una clausola e la palla potrebbe tornare all’Asa, che però assicura come interventi strutturali spettino ai proprietari e non ai gestori.
Nell’attesa di capire chi dovrà intervenire per risanare la struttura, non è stata neppure decisa una data per il sopralluogo.
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