Il presidio
Vittori lascia i vendoliani di Sel
Ghilarducci: meglio guardare ai movimenti che fare un partitino
LIVORNO
Vittorio Vittori lascia Sinistra Ecologia Libertà, partito del quale era responsabile provinciale del settore economia e lavoro: l'ha fatto con una lettera al coordinatore territoriale in cui lo informa della propria intenzione di non rinnovare la tessera. Il motivo? Il diretto interessato si limita a confermare la decisione e l'esistenza della missiva, aggiungendo solo che «si tratta di valutazioni in ordine sia alla linea nazionale che a quella in sede locale».
Vittori, 66 anni, è un esponente di rilievo nella storia della sinistra livornese fin dai tempi in cui era un giovane dirigente del Pci entrando in consiglio comunale nel '70. Sotto le fronde della Quercia Ds è stato capogruppo prima in Provincia e poi in Comune, entrando anche nella segreteria regionale diessina come responsabile dell'area lavoro. In casa Ds è stato il punto di riferimento della sinistra interna, prima di dar vita a Sinistra Democratica, del quale è stato il leader livornese.
«Il nostro tesseramento dura tutto l'anno: in una settimana si è reiscritto il 30%», dice dal quartier generale di Sel, il responsabile Valerio Cartei. Quasi a voler sperare in una sorta di semplice ritardo o in un ripensamento.
«Per me è stato un maestro: è stato lui il coordinatore di Sd prima di me», dice Andrea Ghilarducci, numero uno del partito vendoliano: «Dunque, porta aperta se volesse ripensarci e, con rammarico, prendo atto della sua scelta».
Quanto alle critiche che Vittori mette nero su bianco nella sua lettera, Ghilarducci precisa che Vittori aveva chiesto riservatezza e respinge al mittente i rilievi. A cominciare dal fatto di non avere una collocazione europea («non si farà domattina ma la prospettiva è chiara e delineata»), dalle titubanze nei riguardi del modello di partito («fa bene Vendola a cercare di guardare al popolo delle primarie e a quanto si muove nella società piuttosto che puntare al solito micro-partitino») e dall’atteggiamento nei confronti del Pd che puntella il premier Monti («è necessario costruire un’alleanza che, guardando alla “foto di Vasto” con Pd e Idv, eviti di ruzzolare in un Monti-bis»).
E le questioni locali? «Il bando per il Piano strutturale – dice Ghilarducci – è partito, anche se in ritardo. Certo, la programmazione territoriale soffre parecchio ma non è che, ad esempio, sul Nuovo Centro la sofferenza non sia stata inferiore».
Quanto alla privatizzazione della Porto di Livorno 2000, per il numero uno di Sel vede di buon occhio semmai una riduzione delle quote dell’Authority a vantaggio di Comune e Regione, «anche per evitare che gli appetiti immobiliari su terminal crociere e stazione marittima rispondano solo a interessi privati».(m.z.)
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