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Inchiesta anche sui vertici Costa

I legali di alcuni passeggeri: «Hanno incoraggiato e non sanzionato gli inchini»

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ISOLA DEL GIGLIO

«Iscrivere i vertici della Costa Crociere nel registro degli indagati».

Lo chiedono gli avvocati Pietro Ilardi e Francesco Compagna, che assistono assieme allo studio Clifford di Chicago alcuni passeggeri di diverse nazionalità che erano a bordo della Concordia naufragata al Giglio lo scorso 13 gennaio. «Alla luce degli elementi acquisiti - sostengono - l’iscrizione è un atto dovuto in quanto sono state violate le più elementari norme di sicurezza. Invece di sanzionare i comandanti» per i passaggi ravvicinati vicino alla costa, la società «avrebbe considerato i passaggi radenti come un titolo di merito». I due legali hanno segnalato che il 14 agosto la Concordia fece un passaggio a 150 metri e a 17 nodi, proprio come avvenne il 13 gennaio, e che si ha notizia di una decina di “inchini” fatti in precedenza da quattro diversi comandanti.

Soccorsi europei. Da ieri sera è arrivato all’Isola del Giglio un primo gruppo di sommozzatori attivati dal sistema di Protezione civile europea che si affiancheranno, per le attività di ricerca dei 15 dispersi tra passeggeri ed equipaggio, ai soccorritori italiani che coordinano le attività sulla Concordia. Si tratta, come aveva già ricordato il commissario straordinario Franco Gabrielli nel suo ultimo incontro con la popolazione gigliese, di nuclei specializzati provenienti da alcuni paesi Ue: Svezia, Francia, Svizzera, Germania e altri se ne potrebbero aggiungere. Un secondo gruppo, invece, arriverà domani. Sull’isola sono in arrivo anche specialisti dei Vigili del fuoco e della Marina militare per allestire un cantiere per far scendere i soccorritori in sicurezza lungo quelli che una volta erano i corridoi del ponte 4 e che oggi sono diventati dei veri e propri pozzi. Si pensa, infatti che proprio in uno dei corridoi possano esserci alcuni dei dispersi.

Svuotamento sospeso. Ieri il mare è tornato mosso e al momento ogni tipo di attività è sospesa. Il pontone Meloria, dopo aver terminato lo svuotamento dei primi sei serbatoi della Concordia è tornato in porto, mentre la nave cisterna Elba si è diretta a Livorno per svuotare gli oltre 1300 metri cubi di carburante pompati. Restano da svuotare ancora i 9 serbatoi della parte centrale e di poppa e la sala macchine.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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