Meteo
Scatta il conto alla rovescia, il Comune manda le ruspe
Al Limoncino le prime demolizioni già a maggio: ondata di ricorsi al Tar Assemblea gremita in Sant’Andrea. «Pronti a portare mille firme al sindaco»
È scattato il conto alla rovescia per la demolizione degli annessi agricoli ritenuti abusivi al Limoncino. Tra poche settimane, infatti, scadranno i novanta giorni di tempo che il Comune ha concesso ai proprietari per mettersi in regola, ma dalla collina che si affaccia su Salviano è già partita un’ondata di ricorsi al Tar che potrebbe decidere per la sospensiva e quindi bloccare le ruspe.
Sabato sera i proprietari degli annessi sparsi per Livorno - non solo al Limoncino, ma anche alla Padula e in Collinaia, passando per la Puzzolente, Montenero e tutta la fascia collinare - si sono riuniti nel salone parrocchiale di don Medori, a Sant’Andrea, per fare il punto su quella vicenda fatta di abusi, promesse, accuse incrociate di ingiustizia che è esplosa nell’ultimo decennio ma ha le radici almeno negli anni Settanta, quando sono iniziate le lottizzazioni.
La sala parrocchiale era gremita. E infuocata. Perché molti dei procedimenti avviati dal Comune nel 2004 sono arrivati a conclusione e in alcune aree della città, come confermano da Palazzo Civico, sono partite le confische dei terreni su cui sono sorte piccole tettoie, recinzioni, magari vere e proprie ville. I casi sono migliaia, molto diversi tra loro.
Stando ai dati emersi a margine dell’incontro, sulla collina del Limoncino sono arrivate 21 ordinanze di demolizione. Nel mucchio c’è anche la portavoce del comitato, Rosaria Scaffidi: il procedimento che la riguarda scadrà a marzo, ma dopo avere vinto un ricorso al Tar si troverà faccia a faccia col Comune in Consiglio di Stato. Intanto, nell stessa zona, 12 proprietari hanno presentato ricorso al Tar: mossa che dovrebbe far guadagnare loro un po’ di tempo.
Al di là del Limoncino, sabato sera i presenti hanno deciso di lanciare una raccolta firme per chiedere che il problema degli annessi agricoli torni in consiglio comunale. «L’obiettivo – chiarisce Scaffidi – è raggiungere mille firme e presentare la petizione al sindaco perché risponda, come da regolamento, in consiglio». I vertici del Comune hanno detto a più riprese che gli abusi non possono essere sanati, «ma la soluzione che Cosimi promette da anni al problema degli annessi, regolamentando anchele nuove costruzioni, non si è ancora vista. Ci ha preso in giro, chiediamo risposte dal consiglio».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
