Italia
Legali passeggeri, 10 passaggi vicino al Giglio
Nella consulenza tecnica che i legali hanno consegnato alla procura di Grosseto, si afferma che "la Concordia il 14 agosto scorso fece il passaggio ravvicinato al Giglio - autorizzato dalla stessa società e di cui era informata anche la Capitaneria di Porto"
Iscrivere i vertici della Costa Crociere nel registro degli indagati». E' quanto chiedono gli avvocati Pietro Ilardi e Francesco Compagna, che assistono assieme allo studio Clifford di Chicago alcuni passeggeri di diverse nazionalità che erano a bordo della Concordia naufragata al Giglio lo scorso 13 gennaio. «Alla luce degli elementi acquisiti - sostengono - l'iscrizione è un atto dovuto in quanto sono state violate le più elementari norme di sicurezza. Invece di sanzionare i comandanti» per i passaggi ravvicinati vicino alla costa, la società «avrebbe considerato i passaggi radenti come un titolo di merito».
«Siamo sicuri - concludono - che in vista dell'incidente probatorio la Procura di Grosseto valuterà questi elementi con la dovuta attenzione al fine di garantire il pieno rispetto delle norme processuali». Nella memoria i legali - che assistono diversi passeggeri italiani e stranieri che erano a bordo della nave - sostengono che quello dell' 'inchino' è dunque una consuetudine per le navi della Costa. Una prassi che, affermano ancora gli avvocati, emergerebbe chiaramente dal libro scritto dal comandante Mario Palombo (allegato alla memoria) e presentato proprio su una delle navi della Costa. Complessivamente sono una decina i passaggi delle navi individuati e coinvolgono quattro diversi comandanti.
Ma non solo: della consulenza tecnica che i legali hanno consegnato qualche settimana fa alla procura di Grosseto, si afferma che la Concordia il 14 agosto scorso fece il passaggio ravvicinato al Giglio - autorizzato dalla stessa società e di cui era informata anche la Capitaneria di Porto - a circa 150 metri dalla costa e a 17 nodi. Dunque alla stessa distanza e alla stessa velocità tenuta dal comandante Schettino lo scorso 13 gennaio, prima di schiantarsi su uno scoglio a due passi dal porto.
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