Sanità, frenata sul Consiglio aperto
Dopo l’intervento di Cosimi la discussione si sposta in commissione. Cannito: paura del confronto
LIVORNO
Sembrava ormai cosa fatta e invece la possibilità che ci sia un consiglio comunale aperto sul tema della sanità, chiesto con forza dal gruppo consiliare Città Diversa, ha subito una brusca frenata. Dopo la prima riunione dei capigruppo, dovesolo il consigliere del Pd Massimo Gulì si era detto contrario, ieri mattina - presenti il sindaco Alessandro Cosimi e l’assessore Bruno Picchi – hanno detto no anche Salvatore Capuozzo (Udc) e Gianfranco Lamberti (Confronto).
«Una sconfitta? Niente affatto - replica il leader di Città Diversa, Marco Cannito - siamo contenti di aver ottenuto due vittorie: mettere al centro dell'attenzione il tema della sanità, che non era evidentemente nell'agenda del nostro sindaco e la possibilità per cittadini, sindacati e lavoratori di essere ascoltati in diverse commissioni». Già, perché è stata questa alla fine la decisione: per il momento non si farà nessun consiglio comunale aperto ma, precisano dal Palazzo, sarà avviato un percorso di ascolto in più di una commissione per poi approdare a un consiglio tematico sulla sanità e dopo a una iniziativa pubblica. In una nota inviata dal Comune si dice che l’obiettivo è tracciare un «quadro conoscitivo concreto e non "emotivo" dell'attuale fase della sanità livornese».
«È un segnale della debolezza della maggioranza – tuona Cannito – sembra quasi che il sindaco abbia paura del confronto». La proposta lanciata da Cannito ha trovato il favore di Lamberto Giannini (Sel), Marcella Amadio (Pdl) e di Tiziana Bartimmo (Rc). Andrea Romano (Idv) precisa: «Siamo stati subito favorevoli al consiglio aperto e continuiamo ad esserlo. Ma non necessariamente in tempi così stretti come aveva chiesto Cannito. Siamo d'accordo con un percorso di commissioni preparatorie nella speranza che alla fine il consiglio aperto si faccia».
Ripete no Massimo Gulì (Pd): «Nel consiglio comunale, come da regolamento, parlano soltanto i consiglieri. Non sono previsti interventi o dibattiti, e non lo dico per arroganza. Lo strumento votato all'ascolto sono le commissioni consiliari».
Vicino al fronte del no, oltre a Capuozzo, Lamberti e Gulì, c'è Bruno Tamburini (Pdl) che ha compreso le obiezioni avanzate dalla maggioranza.
«La sanità non può essere né di destra né di sinistra - è intervenuta la consigliera Pdl Marcella Amadio, che ha confermato di essere d'accordo con la proposta di Cannito - e sinceramente non comprendo quale sia la difficoltà di fare un consiglio aperto. Evidentemente l'amministrazione sa di essere deficitaria in alcuni settori e cerca di evitare il confronto». Infine l'affondo politico: «È evidente che alcuni consiglieri di opposizione come Lamberti, Tamburini e Capuozzo si sono trovati a sostenere le necessità di una maggioranza di sinistra».
Federica Boldrini
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