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Il monologo di un uomo contro Ecco “Per non morire di mafia”
LIVORNO Domani e martedì alle ore 21 va in scena al Teatro Goldoni, per la stagione di prosa “Per non morire di mafia”, lo spettacolo tratto dal libro del procuratore nazionale antimafia Pietro...
LIVORNO
Domani e martedì alle ore 21 va in scena al Teatro Goldoni, per la stagione di prosa “Per non morire di mafia”, lo spettacolo tratto dal libro del procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, riproposto in versione teatrale da Sebastiano Lo Monaco con la regia di Alessio Pizzech.
“Per non morire di mafia” non è un semplice spettacolo ma un ritratto, un'indagine emotiva, una discesa nel cuore vibrante del lucido pensiero di un uomo che ha dedicato e sta dedicando la sua vita alla lotta contro il crimine per il trionfo della legalità.
Un uomo/attore che dialoga con se stesso e con il pubblico, un monologo vibrante di un uomo contro. Che mette la sua vita in prima linea per salvare la speranza di un futuro possibile.
Un dialogo lucido in cui i segni tracciati sulla lavagna diventano il concretizzarsi di un percorso di pensiero che scava nella memoria che fa della storia il proprio strumento di orientamento.
Il monologo rispecchia una condizione del personaggio di solitudine in cui i pochi segni scenici raccontano il mondo che egli evoca ripercorrendo la propria vita tra il personale ed il professionale.
Un racconto che parte dalla Sicilia per aprirsi alla globalizzazione, verso un orizzonte di riferimento in cui si compie la tragedia contemporanea del fenomeno mafioso.
Uno spettacolo che trae il suo interesse dalla capacità di sollecitare domande, analisi e una maggiore consapevolezza negli occhi degli spettatori. Il grido del personaggio è rivolto alle coscienze: su di esse vuole suscitare una presa di posizione e l'assunzione di una speranza possibile che spossa dare corpo ad un'utopia per le nuove generazioni.
Un monologo quindi che riconduce il teatro alla sua funzione civile ed evocativa.
Un teatro capace di disegnare gli uomini, di delineare esperienze di vita che possano divenire modelli. Un teatro che senza intellettualismi vuole dare un contributo al recupero di un senso della civiltà.
Un spettacolo fortemente voluto dalla Fondazione Goldoni che si colloca nel rito collettivo dell'incontro tra il teatro e la società civile, dando vita ad un vero e proprio progetto contro il silenzio.
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