Il Tirreno

Livorno

Costa concordia

Il video dei sub: la nave si deforma

di Natalia Andreani

Assestamento o scivolamento, le due ipotesi del comitato tecnico-scientifico

2 MINUTI DI LETTURA





 

ROMA

Sono state al centro della riunione del comitato tecnico scientifico tenutasi ieri a Roma le immagini subacquee che testimoniano le precarie condizioni di stabilità del relitto della Costa Concordia. Il video è stato girato sabato pomeriggio dai tecnici e dai ricercatori del Dipartimento emergenze in mare dell'Ispra ai quali è affidato il monitoraggio ambientale. Le riprese effettuate con un rov, un veicolo a controllo remoto munito di telecamere e calato in mare dalla nave Astrea, sono le prime eseguite sullo scafo da un mese a questa parte. E da ieri sono a disposizione di tutti i soggetti interessati. Risulta confermato che la nave poggerebbe ormai su due soli spuntoni di granito che la ancorano a poppa e a prua. E che una delle due rocce presenta una vistosa frattura larga tra i 20 e 30 centimetri mentre una sezione della plancia che fino a due settimane fa era emersa è oggi sott'acqua: il segno inequivocabile, secondo alcuni esperti, che il relitto starebbe collassando sotto le spinte gravitazionali che ne provocano la distorsione.

Allo stato, affermano le stesse fonti, non è però possibile dire con certezza se lo scoglio si sia spaccato nel momento in cui la nave si è arenata o in una fase successiva. Certamente le modifiche nell'assetto dello scafo ci sono state e le ha rilevate anche il Dipartimento per le Scienze della terra dell'Università di Firenze che nei prossimi giorni dovrebbe presentare al comitato un rapporto più dettagliato: e chiarire se i movimenti in corso siano ancora di assestamento o, come si teme, di scivolamento della nave verso un fondale più profondo.

«Allo stato ogni previsione è impossibile», spiega una fonte ministeriale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera