Il Tirreno

Livorno

Il giardino della discordia tra accuse reciproche

di Federico Lazzotti
Il giardino della discordia tra accuse reciproche

Nel palazzo è in corso una guerra tra vicini. Filmata (e denunciata) una donna che lanciava rifiuti dalla finestra. Ma i suoi familiari replicano: noi i perseguitati

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LIVORNO

La prima cosa che colpisce del palazzo della discordia è la scritta bianca su sfondo rosso vicino alla porta del recinto che dà accesso al giardino: «zona controllata dalle telecamere». Un signore si affaccia dal terzo piano in attesa del pranzo della domenica. «Sì – conferma – quelli che litigano stanno là sotto».

È in questo stabile grigio e verde nella zona della Leccia, che da un anno a questa parte va in scena una guerra di vicinato a colpi di denunce tra gli inquilini del primo piano e quelli del piano terra, proprietari anche del cortile.

Almeno sei gli interventi di polizia e carabinieri dalla metà del 2011 ad oggi, molto spesso chiamati da altri condomini allarmati da urla e insulti che sentivano provenire dalle scale. L’ultima volta è successo giovedì quando sono arrivati due agenti ai quali gli inquilini del piano terra avrebbero mostrato un video nel quale si vede la signora che abita sopra gettare giù una pianta grassa.

Dalla veranda che dà sul giardino spunta una signora sulla cinquantina. «Non posso parlare – dice affacciandosi – abbiamo il video e con quello dimostreremo tutto quanto».

Solo il tempo di rientrare e dai terrazzi lungo i sette piani dello stabile sbucano occhi curiosi. «Venga su – dice il signore che parla dal primo piano – così le raccontiamo tutto». Passando per le scale, sullo stipite della porta una piccola telecamera controlla chi passa, difficile capire se sia vera oppure solo uno “spaventa-vicini”.

La coppia di signori che apre la porta abita qui da anni, in forno c’è il pollo con le patate arrosto, sul tavolo della sala l’articolo del giornale che parla della loro vicenda.

«In questa storia – dice il marito – siamo noi le vittime. Ormai non siamo più padroni di fare niente in casa nostra perché siamo controllati e filmati. Mia moglie – va vanti – da mesi è in cura. Ci accusano di buttare i rifiuti dalla finestra, ma non è vero niente. Quel sacchetto della spazzatura che vede in mezzo al cortile è lì da luglio, prima era attaccato all’angolo e poi è stato messo nel mezzo. I pacchetti di sigarette? Non sono della marca che fuma mia moglie. E poi le piante: da quando abbiamo iniziato ad avere problemi con i vicini abbiamo tolto tutte i vasi dalla finestra. Ormai non scuotiamo nemmeno più le tovagliette che usiamo per fare colazione».

A denuncia subita anche gli inquilini del piano superiore si sono mossi per vie legali e si sono rivolti a Casalp che gestisce quelle abitazioni. «Siamo perseguitati – concludono – subiamo ogni giorno delle persecuzioni, siamo vittime di stalking e poi passiamo da quelli che gettano giù i rifiuti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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