«Ce la caviamo comunque, forse perché non vogliamo cambiare»
I livornesi rappresentano sé stessi al centro del mondo ed è facile che vedano Livorno come l’ombelico. Un po' come se Livorno fosse una realtà a sé ed il livornese una categoria sociologica precisa....
I livornesi rappresentano sé stessi al centro del mondo ed è facile che vedano Livorno come l’ombelico. Un po' come se Livorno fosse una realtà a sé ed il livornese una categoria sociologica precisa. E se da "isola felice" la nostra città fosse vissuta, complice la crisi, come il luogo dove si concentrano le sventure del creato? Risponde
Andrea Cadoni (foto), sociologo e psicologo del Ceis,che lavora nella trincea del disagio e segue interventi di politica giovanile.
I livornesi si sentono diversi rispetto agli altri toscani; ad esempio, Piero Ciampi diceva di essere il Robinson Crusoe di questa isola che è Livorno, che poi è un mondo...
«Il livornese - afferma Cadoni - vive un sentimento di distacco dal mondo per cui è a suo modo unico e non ha pari. Non da primo della classe, come spesso si sentono i toscani di altre città, ma da chi sa far proprio anche l'orgoglio di essere in fondo alla fila. E se c’è da sfidarsi, al livornese non basta il match contro un’altra città, vuol giocarsela contro l’All Star Game. Con il resto del mondo preso toutcourt».
Con la crisi economica cambia qualcosa nella rappresentazione di sé?
«Non molto, ci sono delle difficoltà, ma in qualche modo si pensa che in un modo o nell'altro sarà possibile cavarsela, e questo può essere un limite. Si fa più fatica a guardare in avanti ed a ripensarsi quando la progettualità è a breve termine. Ad esempio, il progetto Livorno 2020. Pur avendo riunito molte proposte per la città, poi si è arenato. Come se sia alle istituzioni che ai cittadini sia andata bene così, perché alla fine se ne può anche fare a meno. E' frequente il lamentarsi dicendo che a Livorno non c'è nulla, però poi in concreto si fa poco per cambiare le cose».
Monti chiede al Paese di cambiare, di accettare le riforme anche culturalmente. In cosa il livornese è simile al resto degli italiani?
«Nell'approccio dello "sbarcare il lunario", che è anche ciò che ci frena. Perché non si cerca un cambiamento vero, almeno finché non si pensa di averne realmente bisogno».
Il livornese farà quindi la parte della formica o della cicala? «Nell'indole è certo più cicala:
sa che troverà il modo di cavarsela comunque». (federico peduzzi)
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