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Si è spento Pino Lucchesi per 18 anni deputato Dc

Si è spento Pino Lucchesi per 18 anni deputato Dc

Figlio di un parlamentare democristiano, era uno dei padri della riforma dei porti Aveva compiuto 70 anni a settembre. Domani i funerali nella chiesa del Rosario

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Aveva compiuto settant'anni il 5 settembre scorso: nel giorno del compleanno chiamava sempre nel suo "buen retiro" in Versilia uno stuolo di amici con cui aveva condiviso decenni di attività politica. E' lì, nella sua abitazione di Pian di Mommio, a due passi da Massarosa, che è morto ieri mattina Pino Lucchesi, per quasi vent'anni deputato della Dc (nell’area centrista moderata, prima fra i fanfaniani, poi fra i forlaniani, infine sotto i vessilli demitiani).

A Montecitorio aveva ricoperto incarichi nelle commissioni trasporti, telecomunicazioni e marina mercantile con una sfilza di disegni di legge nei relativi settori. Ma il suo nome è legato – insieme a quello dell'altra deputata livornese, ma di campo Pds, Anna Maria Biricotti – alla riforma che all'inizio del '94 ha ridisegnato la portualità nazionale, aprendo una stagione di sviluppo ora forse giunta al termine.

Con Maria Eletta Martini, Piero Angelini e Emo Danesi era stato uno dei leader della Dc dell’area costiera toscana: proprio la partecipazione alle esequie di Martini nei giorni scorsi era stata la sua ultima uscita pubblica.

Era "figlio d'arte": nel senso che prima di lui aveva seduto in Parlamento – sempre nelle fila scudocrociate – il padre Primo, che era stato anche sottosegretario alla marina mercantile in alcuni governi Moro alla metà degli anni settanta. Prima di dedicarsi alla carriera politica, il padre era stato preside a Portoferraio e a Camaiore: due poli territoriali che conteranno molto nell'esistenza e nell'ascesa politica del figlio.

Pino Lucchesi era livornese ed è nella nostra città che amici e familiari gli daranno l'ultimo abbraccio nel funerale che è previsto per domani alle 11 alla chiesa del Rosario. Ma aveva anche mantenuto contatti con le proprie origini elbane e aveva sviluppato un solido radicamento in Versilia.

Era appunto in Versilia che aveva ripreso a far politica, dopo aver lasciato Montecitorio con la fine della Prima Repubblica (e della Democrazia Cristiana): nel nuovo assetto bipolare l’aveva fatto prima in casa forzista, poi ora nell’Udc.

Dopo aver lasciato gli scranni della Camera dei deputati si era occupato principalmente di ambiente: l’aveva fatto guidando il Comitato Ecolabel-Ecoaudit italiano e la sezione Emas. Più recentemente, come ricorda sul proprio profilo Facebook con 850 amici, era diventato presidente del Cenis (Centro nazionale di iniziative sociali).

«Un vero politico di razza, un uomo che conosceva la politica e la interpretava nel modo migliore, stando vicino alla sua gente ai suoi elettori, nonostante i suoi molteplici impegni ed il poco tempo a disposizione non si negava mai a nessuno», dice Luigi Coppola, numero uno dell’Udc provinciale. «Negli ultimi tempi non stava bene, si sentiva un po' abbandonato dagli amici di un tempo, e forse un po' lo era davvero».

«È stato un politico di razza», lo ricorda l’assessore Valter Nebbia, che ne era amico: «Sapeva ascoltare le persone e ne traeva indicazioni per il suo lavoro di deputato in un collegio vastissimo dalla Lunigiana a Livorno passando per Pisa e Lucca, con immunerevoli differenze politiche, sociali, economiche che lo portava a svolgere una “politica eclettica e difficile”». E aggiunge: «Ha aiutato a crescere molti amministratori pubblici nel rispetto delle istituzioni e dei cittadini senza rispamiarsi in impegni personale e tempo dedicato».©RIPRODUZIONE RISERVATA

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