Italia
Provincia, il presidente rimescola le deleghe
Dopo le dimissioni dell’assessore Bisti l’antincendio boschivo va verso Sposito Kutufà tiene il personale? Intanto a centinaia partecipano al bando del Comune
LIVORNO
Non sarà nominato un nuovo assessore, ma per la Provincia si apre una fase delicatissima. Tra pochi giorni il presidente Giorgio Kutufà convocherà la maggioranza formata da Pd, Sel e Idv per riassegnare le deleghe dell’assessore Simena Bisti, che si è dimessa pochi giorni fa «per motivi esclusivamente personali». Nella squadra di Kutufà si occupava di difesa delle coste, forestazione e bonifiche, parchi naturali, antincendio boschivo e personale.
Non sembrano esserci dubbi sullo “spacchettamento”: il presidente, considerando il difficile momento che attraversano le province (in fase di smantellamento per decisione prima del governo Berlusconi, poi del tecnico Monti) ha mostrato da subito la volontà di non nominare nuovi assessori: la giunta resterà con nove forze, anziché dieci.
Vendoliani e dipietristi sono sulla stessa lunghezza d’onda. Il segretario di Sel, Andrea Ghilarducci, ha dichiarato che la squadra può restare con un uomo in meno. Il quartier generale di Idv - ovvero il partito che ha perso Bisti - ha avuto modo di riunirsi a Rosignano per una cena col segretario regionale Fabio Evangelisti. Dalla tavola è saltato fuori che anche i dipietristi non rivendicheranno il rimpiazzo in giunta.
Intanto al loro assessore superstite, Maria Teresa Sposito (che ha in mano la protezione cvile) dovrebbe essere assegnato anche l’ antincedio boschivo che era di Bisti.
Ma la delega più delicata, su cui sono puntati gli occhi della macchina amministrativa e del personale, è sicuramente quella del personale. Il motivo è chiaro: c’è da gestire la fase di passaggio tra il prima e il dopo Provincia, che è ancora avvolta da una nube nera.
Con ogni probabilità Kutufà sceglierà di tenerla nelle proprie mani (come gli hanno chiesto i vendoliani) almeno per un breve periodo. Poi dovrebbe consegnarla a uno dei suoi “ministri”, per evitare grane nel faccia a faccia quotidiano con dirigenti e quadri.
A complicare tutto ci si è messo quel bando per mobilità volontaria indetto a fine anno dal Comune: con 80 dipendenti vicini alla pensione, il sindaco è andato a caccia di dipendenti pubblici di categoria D, C e dirigenti. Il bando si è chiuso il 31 gennaio e a quanto risulta sulle scrivanie di Palazzo Civico sono arrivate centinaia di domane. Tanto che i dirigenti potrebbero scegliere di partire solo dalle figure professionali che mancano (come vigili e assistenti sociali) lasciando per qualche mese in stan by gli amministrativi. La paura è che, visto il futuro incerto, dalla Provincia siano arrivate decine di domande. Fase da gestire con le pinze, per evitare lo svuotamento in anticipo di Palazzo Granducale. Chi si prenderà questa bega?
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