Enel: usiamo olio che non inquina
Ma la Regione dà l’ultimatum: ora basta, dovete riconvertire
LIVORNO
«I due gruppi combustibili presenti nella centrale di livorno vengono alimentati esclusivamente ad olio combustibile btz con tenore di zolfo inferiore allo 0,3%». A dirlo è l'Enel in relazione alle polemiche di questi giorni per l'entrata in funzione degli impianti di Livorno e di Piombino alimentate con olio combustibile. Si è assicurata un'»emissione al camino mai superiore ai 500 mg/nm3 rispetto ad un limite imposto da Aia di 1050 mg/nm3».
Quanto agli oli esausti, la società precisa che è «vietato dalla legge e Enel non ha mai bruciato oli esausti nei propri impianti».
L'Enel mette in evidenza di aver «messo in servizio gli impianti di Livorno e Piombino su richiesta del ministero dello sviluppo economico e del gestore della rete elettrica nazionale, per far fronte ad un'emergenza nazionale»: le centrali Enel stanno facendo «risparmiare milioni di metri cubi di gas e, in questo momento delicato, svolgono un ruolo importante per la tenuta di tutto il Paese».
È quel che dice anche la Confindustria livornese: «Fuori luogo la polemica strumentale e fuorviante in merito al futuro di questi impianti». Per almeno due motivi: da un lato, aiutano a «salvare il sistema Italia da un blocco che rischia di essere totale»; dall’altro,«rimarranno in esercizio per i soli giorni dell'emergenza con emissioni limitate nel tempo e peraltro dentro i limiti di legge».
Ma l’assessore regionale all’ambiente Anna Rita Bramerini la pensa diversamente.Anzi, spedisce a Enel un aut aut sulle centrali a olio: «O riconversione o chiusura». E non è vero che la Toscana non vuol fare la sua parte: i ritardi dell’Olt non dipendono da Firenze bensì dai cantieri di Dubai.
Bramerini striglia l’Enel: «Deve accelerare il programma di riconversione delle vecchie centrali a olio di Livorno e Piombino, rendendole sostenibili. Se questo fosse stato fatto, come la Regione chiede da tempo e da ultimo nel Pier, oggi non saremmo in questa situazione e anche la Toscana non dovrebbe subire pesanti conseguenze che hanno già costretto, in alcuni casi come, ad esempio, le cartiere della Lucchesia, a sospendere la produzione industriale».
L’assessore dà un un ultimatum a Enel: «Per il futuro la Toscana non sarà più disponibile: o queste centrali si trasformano e diventano meno inquinanti, o non dovranno essere riaccese mai più».
Bramerini ricorda i dati sulle emissioni delle centrali termoelettriche: per megawatt/ora di energia prodotta, a fronte dei 54 grammi di Pm10 della centrale a olio Marzocco di Livorno, la centrale a gas naturale di Santa Barbara ne produce appena 6. E l’anidride carbonica? «Ll'uso del gas naturale ne dimezza l'emissione».
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