Scambi riscaldati anche sulla Tirrenica Il governatore Rossi chiede garanzie
Moretti (Ferrovie) promette interventi alla Regione. La replica: subito il piano, in autunno vogliamo tutto pronto
Interventi in parte già in corso, alla stazione di Pisa ed a quella di San Giovanni Valdarno. E poi la progressiva installazione degli impianti di riscaldamento lungo tutta la linea Tirrenica. Lo assicura l’amministratore delegato del Gruppo Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, in una lettera (sotto pubblichiamo il testo integrale) inviata ieri al presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi: una risposta, con aspetti confortanti, che segue a ruota quanto scritto in toni durissimi dal governatore dopo l’assurdo e prolungato stop alla circolazione dei treni seguito alle nevicate e al gelo di quest’ultima settimana. Così, con le previsioni che non promettono nulla di buono, qualcosa sembra si stia muovendo anche sul fronte ferroviario per evitare i disagi subito dai viaggiatori in giornate che è decisamente meglio dimenticare: convogli “congelati”, pendolari lasciati a piedi, stazioni in cui non era possibile neanche avere un briciolo d’informazioni; la comunicazione ai viaggiatori, va ribadito, non ha assolutamente funzionato.«Mi pare che venga riconosciuta l’esistenza dei due problemi che ho sollevato - commenta Rossi - e cioè da un lato proprio la necessità di un’informazione migliore nei confronti del pubblico, dall’altro la storia dei deviatori o degli scambi che si bloccano. È un passo avanti che però per noi non è sufficiente perché vogliamo la stesura immediata di un calendario di interventi che sia preciso e verificabile».
Un percorso definito. Insomma, al presidente toscano le parole sembrano proprio non bastare. E, attraverso il Tirreno, incalza. «Moretti sostiene che sono in corso interventi sugli scambi delle stazioni di Pisa e San Giovanni Valdarno? Bene, vogliamo sapere quando si completeranno e quando inizieranno quelli riguardanti la Tirrenica per Livorno: in sostanza, chiediamo un piano preciso e puntuale e, come dicevo prima, verificabile. Non è possibile che i treni si fermino per pochi centimetri di neve: se il problema sono gli scambi che si bloccano per il gelo, noi chiediamo che si mettano in cantiere gli interventi per la sistemazione e l’installazione del sistema di riscaldamento su tutti quelli esistenti in Toscana entro l’autunno 2012. E su questo l’amministratore delegato ci deve mettere la faccia come ce la sto mettendo io. Stessa cosa per quando riguarda una maggiore informazione nei confronti dei passeggeri, utilizzando di più i siti Internet ed allestendo, almeno nei capoluoghi, punti d’informazione come si è fatto in questi giorni per gli Eurostar».
Scambi, spesa record. Tutto ruoterà attorno ai costi perché ciascun intervento per l’installazione di una resistenza, detta in gergo “scaldiglia”, può essere calcolato in 20-30mila euro, per ogni scambio o deviatoio, oltre ad altri interventi strutturali come la costruzione delle relative cabine per l’alimentazione. Il tutto da moltiplicare per i poco meno dei 1.500 chilometri della rete toscana, in cui sono disseminate circa 200 stazioni: per avere un’idea dell’intervento, uno scalo piccolo può avere in media dai sei ai dieci scambi, una stazione come Livorno, dai cinquanta ai sessanta, Santa Maria Novella, a Firenze, si aggira intorno ai cento. «Ma il problema - spiegano Andrea Gambacciani, responsabile regionale dell’attività ferroviaria della Filt-Cgil, e Stefano Boni, segretario della Fit-Cisl - è legato, oltre che alla necessità del riscaldamento, alla carenza di personale e di manutenzione: mancano decine di persone alle squadre che una volta facevano interventi periodici e che adesso intervengono solo in caso di guasto». Oltre al fatto che il riscaldamento non basta: «Scambi e deviatoi vanno anche irrorati con liquido antigelo - proseguono - e problemi arrivano anche dalla linea elettrica a tremila volts: il gelo crea una patina che “isola” il locomotore e che si può rimuovere facendo transitare prima del treno una motrice con il pantografo attrezzato. Solo in questo modo si può garantire il regolare servizio».
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