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Le Fs non spendono: nevica troppo di rado

Le Fs non spendono: nevica troppo di rado

Tutti d’accordo, da Rossi ai sindacati: la Toscana costiera abbandonata Rfi ha tagliato 450 posti, non si fa più manutenzione ma solo emergenza

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di Mario Lancisi

Tutta una questione di probabilità. A Pisa e Livorno e sulla costa è raro che nevichi o che geli. E così Rfi, la societa delle Ferrovie che gestisce i 1.477 chilometri di binari della rete toscana, non si è finora preoccupata di dotare gli scambi ferroviari della costa di serpentine per riscaldarli quando nevica e la temperatura scende a sotto zero.

Meno che mai ha proceduto a inserire scambi automatici, come richiede il presidente della Regione Enrico Rossi, in una lettera indirizzata ieri all’ad di Ferrovie Mauro Moretti: «L'altro tema su cui voglio richiamare la sua attenzione, riguarda il potenziamento e rinnovo dei deviatori. Infatti su molti di essi si sono registrati, in presenza di basse temperature, problemi che sono all'origine dei disservizi e impediscono la regolare circolazione dei treni», critica Rossi.

Soprattutto lungo la costa. «La zona su cui la situazione dei deviatori pare essere all'origine di tanti disservizi è ancora quella Tirrenica, in particolare i nodi di Livorno e Pisa. L'argomento secondo cui non ci sarebbe bisogno di ulteriori interventi, per la sua vicinanza al mare e le temperature meno rigide, è ormai smentito dai fatti. Nel 2009, poi nel 2010 e adesso nel 2012 a causa del gelo formatosi nei dispositivi di scambio, molti treni sono stati soppressi e altrettanti hanno subito pesanti e ingiustificati ritardi», conclude Rossi.

Intanto i sindacati annunciano per il prossimo 14 febbraio uno sciopero regionale di 8 ore contro Rfi manutenzione. Le accuse dei sindacati contro Rfi sono pesanti e circostanziate: taglia gli organici e non investe. Da parte loro Fs replicano che di soldi ne hanno pochi, che nel suo complesso, almeno in Toscana, i disagi sono stati limitati.

E pensare che 66 milioni dei 220 milioni che la Regione dà a Trenitalia vanno a finire nelle casse di Rfi, che usufruisce inoltre di finanziamenti dello Stato attraverso appositi contratti di programma. Rfi è un po’ come la società Autostrade: gestisce la struttura ferroviaria. Per la quale chiede a Trenitalia, la società invece che fa circolare i treni, un pedaggio di 2 euro a chilometro. E i treni in Toscana percorrono in un anno 23 milioni di chilometri. Da qui la cifra di 66 milioni. Pagati ogni anno per far transitare i treni su binari che con la neve vanno in tilt.

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