Il Tirreno

Livorno

Guai togliere alla Compagnia il suo ruolo

Abbiamo molte situazioni di criticità aperte sul nostro territorio che richiedono di essere affrontate partitamente. Ma serve ricondurre queste situazioni ad un quadro di insieme, unitario, che...

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Abbiamo molte situazioni di criticità aperte sul nostro territorio che richiedono di essere affrontate partitamente. Ma serve ricondurre queste situazioni ad un quadro di insieme, unitario, che ispiri da una parte il disegno di governo da portare avanti, dall'altra anche la piattaforma da portare sui tavoli di governo regionali e nazionali.

Iniziativa di lotta e iniziativa di governo sono inscindibili.

Se l'obiettivo principale è l'occupazione, dobbiamo guardare all'area Livorno-Collesalvetti come un sistema unico che fa perno sull'integrazione porto-logistica-manifatturiero-servizi.

La Livorno moderna nasce attorno al suo porto, il suo sviluppo industriale nasce dal suo porto. Il rilancio del manifatturiero, di un nuovo manifatturiero, a favore dell'occupazione, non solo per la nostra area, ma per la Toscana, parte dalla capacità di rinnovare questa vocazione. Questo è uno degli assunti più felici della stesso Piano regionale di sviluppo.

Si è aperto da alcuni mesi un dualismo tra attività commerciali del porto e attività crocieristiche che seguiamo con qualche preoccupazione.

Il combinato disposto tra i pesanti ritardi nell'adeguamento infrastrutturale del porto (fondali, collegamenti ferroviari), la delicata situazione che attraversa la Compagnia Portuali, la domanda di banchine per il crocierismo di Msc mettono in discussione il carattere commerciale del Porto.

Non sta a noi valutare l'attendibilità dei piani di impresa della Compagnia e degli altri imprenditori che vogliono fare di Livorno il Polo della cellulosa, le prospettive della frutta ecc. C'è l' Autorità per questo. Ma a sostegno di queste decisioni vorremmo chiarezza ed un dibattito aperto sulle prospettive economiche ed occupazionali perché a questo bacino non si può rinunciare.

Il valore che attribuiamo al Porto impone una riflessione sulla questione delle regole che devono valere per tutti. La Compagnia sta attraversando una situazione di difficoltà. Quello che deve servire alla Compagnia come a tutti quelli che operano sul porto è la certezza di operare in un sistema di regole che valgono per tutti; quello che serve alla Compagnia, ma anche alla città tutta, è il rispetto della sua capacità di giocarsi il proprio ruolo imprenditoriale. Sarebbe un ritorno all'indietro, il riportare la Compagnia al ruolo di mero prestatore d'opera.

Tra le regole da affermare c'è la scissione della proprietà della Porto 2000 - che sta scritta nella legge di riforma - dall'Autorità Portuale. Lo sviluppo del crocierismo, le necessità di trovare il giusto equilibrio tra le diverse attività pone come indifferibile questo tema; chi arbitra (l'Autorità Portuale) non può essere anche uno dei proprietari delle squadre in campo(la Porto 2000).

Perché il crocierismo diventi una opportunità di qualificazione economica per la città,perché i collegamenti della Msc non diventino una cattedrale nel deserto, serve che il governo locale stimoli il sistema delle imprese e che la città organizzi

spazi commerciali, arredo,governo della mobilità.

Vittorio Vittori

responsabile economia SEL Livorno

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