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Dal sindacato allarme servizi e occupazione

La Cgil di Livorno esprime netta contrarietà al progetto di smantellamento della Provincia visto il metodo con cui il Governo affronta una materia così delicata senza, peraltro, indicare vere...

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La Cgil di Livorno esprime netta contrarietà al progetto di smantellamento della Provincia visto il metodo con cui il Governo affronta una materia così delicata senza, peraltro, indicare vere soluzioni alternative nella gestione dei servizi che l'ente stesso eroga». È quanto si legge in una nota inviata dalla sede del sindacato, in via Ciardi.

«Questa scelta – continua la nota - rientra in una visione populista e liberista e di deregolamentazione che ha caratterizzato questi ultimi anni e che è tesa a disconoscere lo stato sociale come patrimonio della comunità. Ormai è evidente che la politica non ricerca i motivi della crisi, ma preferisce indicare i problemi in modo generico quale soluzione a una crisi economica e politica».

Capri espiatori vengono indicati, secondo il sindacato, «i servizi e i lavoratori pubblici, prevedendo modifiche costituzionali anticipate in modo surrettizio da Decreti Legge, con il solo scopo di rispondere alle logiche dei mercati internazionali che governano oramai senza contraltare politico».

«In questo contesto – sostengono dalla Cgil – s'inquadra il futuro delle Province: si tratta di organi sovracomunali che possono garantire anche un governo dei servizi a rete tra Comuni, riducendo i problemi derivanti dalla frammentazione e dall' autoreferenzialità degli enti. L'allontanamento del centro decisionale oggi gestito dalle amministrazioni provinciali creerà un vuoto istituzionale con conseguenze che incideranno in peggio sia sulla vita democratica e sociale, che su quella economica del territorio».

Chi fornirà domani questi servizi? Con quali garanzie e con quale qualità? È la domanda che si pone la Cgil «e che andrebbe posta ai cittadini, alle istituzioni e ai partiti al fine di uscire da un'ambiguità che caratterizza questa fase di governo tecnico. I Comuni, bersagliati dai tagli delle Finanziarie fatte dal governo Berlusconi negli anni precedenti, già ora non riescono più a garantire i servizi fino a oggi erogati».

A preoccupare è soprattutto il futuro dei lavoratori (oltre 4mila) che gravitano intorno a Palazzo Granducale.

«Non vogliamo credere - chiude la nota - che fra i costi della politica vi siano compresi i lavoratori, che costituiscono una vera e propria risorsa per tutta la società locale, che con professionalità e competenza danno un apporto quotidiano allo sviluppo del territorio livornese e un sostegno tangibile ai cittadini. Pensiamo ai servizi forniti dal Centro per l'impiego, dai servizi agricoltura e ambiente, attività economiche e turismo, da quello per l'edilizia scolastica, dal servizio viabilità, dalla polizia provinciale, dalle risorse faunistiche e da tutti gli altri servizi provinciali». Per tutti questi motivi, «crediamo che non abbia un senso logico la soppressione delle Province. Le Province sono presidio di legalità e volano di sviluppo economico».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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