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«Sanità, il sindaco è il grande assente»
LIVORNO Se il sindaco non si confronterà con loro promettono battaglia. Hanno in mente di andare in massa in consiglio comunale e lì dare una dimostrazione pratica di quanto sia pesante la situazione...
LIVORNO
Se il sindaco non si confronterà con loro promettono battaglia. Hanno in mente di andare in massa in consiglio comunale e lì dare una dimostrazione pratica di quanto sia pesante la situazione della sanità pubblica livornese.
Il Fials - sindacato autonomo della sanità che ha dichiarato lo stato di agitazione - è stanco di aspettare che la politica si interessi alle sorti della sanità. «Ho mandato una lettera a Cosimi - dice Massimo Ferrucci, segretario provinciale Fials - a metà novembre, ma ancora non ci ha ricevuti. Le vere assenti in questa partita della sanità sono le istituzioni. Trovo inaccettabile che dopo tanto tempo un sindaco non senta il bisogno di incontrare il sindacato più numeroso del settore». A parte le tirate di orecchi al primo cittadino, il Fials elenca una lunga serie di problemi all’interno dell’Asl 6. A partire dal reparto materno-infantile. «In questo reparto - dice Daniela Boem, rappresentante del Fials, vengono forzati i turni di lavori. E poi, vista la carenza di posti letto, le donne che si sono sottoposte a interruzione volontaria della gravidanza con la pillola Ru486, vengono tenute nelle stesse camere delle donne che partoriscono. Ci sembra una cosa fuori luogo».
Fials va all’attacco anche sul tema delle centrali di sterilizzazione dei ferri chirurgici «Loro esternalizzano, ma è solo un modo - dice ancora Boem - per risparmiare sul personale e noi lo avevamo detto anche mesi fa che con due anni di appalto in verità si ripaga la riqualificazione di tutte le centrali dell’Asl».
Per non parlare dei problemi della televalidazione del sangue nei casi di emergenza, un cambiamento di procedure che l’Asl sembra intenzionata a far partire da febbraio. «Finora, in ogni ospedale, per le emergenze notturne - prosegue la rappresentante del Fials - ci sono un tecnico e un medico, che controllano le sacche del sangue. D’ora in avanti ci sarà solo il tecnico, mentre il medico sarà solo uno, a turno nei vari ospedali dell’Asl. E da Cecina, Piombino o Portoferraio, dovrà dare l’ok alle trasfusioni. È assurdo, una circolare dell’ex ministro alla salute Turco spiega che il controllo delle sacche deve essere fatto da due operatori, producendo un referto a doppia firma. È ovvio che ambedue devono effettuare l’intero percorso di verifica del sangue, con la riforma voluta dall’Asl il medico si limita a firmare controlli fatti a chilometri di distanza da un tecnico. Ne va della sicurezza per i cittadini».
E ancora, un tema scottante è quello dell’accentramento dei centralini. «La notte tutti gli ospedali fanno capo a quello di Livorno - spiega Boem -. Se gli operatori Asl degli altri ospedali (Cecina, Piombino, Portoferraio) si rendono conto di un incendio o di una qualunque emergenza, devono contattare per forza Livorno. In pratica un unico centralino gestisce le emergenze di 4 strutture sanitarie. Non solo, è sempre lo stesso centralino (che al massimo la notte ha due operatori), che deve occuparsi di contattare medici e tecnici che sono reperibili, sempre per i 4 ospedali. È chiara la difficoltà di gestione e le possibilità di non riuscire a organizzare un eventuale afflusso di emergenze fuori dal comune». Proprio per questa situazione del centralino ospedaliero il Fials ha spedito nei giorni scorsi una lettera alla Direzione provinciale del lavoro-servizio ispettivo, per chiedere «un intervento urgente a tutela dei lavoratori».
Anna Cecchini
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