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Livorno

Tute blu, oltre 800 lavoratori in esubero

Tute blu, oltre 800 lavoratori in esubero

Esplode la protesta dei metalmeccanici, la Fiom: manifestazione nazionale l’11 febbraio, con quattro ore di sciopero

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di Giorgio Carlini

LIVORNO

«Le aziende in difficoltà ci chiedono di far uscire il personale più anziano, ma il governo Monti alza l'età pensionabile e penalizza i più giovani». «Un operaio viene licenziato senza sapere se avrà diritto alla pensione, quando i supermanager hanno buonuscite per centinaia di migliaia di euro». Ancora: «Le retribuzioni dei lavoratori sono ferme da 20 anni, il costo del lavoro è al livello della Turchia». Sono alcune delle contraddizioni elencate da Luciano Gabrielli e Enrico Pedini, segretario generale e segretario provinciale di Fiom Cgil Livorno, per motivare la manifestazione nazionale dei metalmeccanici, in programma a Roma, in piazza San Giovanni, sabato 11 febbraio.

Le ragioni principali della protesta? Difesa del contratto nazionale e delle libertà sindacali. Ma i lavoratori scendono in piazza anche contro l'azione del governo. «Così gli italiani non possono rialzare la testa - spiega Gabrielli - Le norme sulla mobilità contenute nel decreto Milleproroghe si traducono in condizioni peggiori per migliaia di metalmeccanici. Qui sembra che ci sia lavoro per tutti, ma è l'esatto contrario. Altro che ridotta, la cassa integrazione andrebbe estesa a tutti i settori!».

«Come abbiamo cominciato la battaglia per il contratto di lavoro - accusa Pedini - hanno estromesso la Fiom dalle fabbriche, però Confindustria ne riconosce il ruolo su temi come la riorganizzazione. Delle due, l'una. Noi chiederemo alle aziende il riconoscimento della rappresentanza formale della Fiom, e su questo ci confronteremo».

Nel comparto metalmeccanico livornese i lavoratori in bilico tra mobilità, cassa integrazione e nuove norme pensionistiche sono oltre 800 (la Magna, ad esempio, ha circa 120 unità in cassa integrazione, la Trw dalle 30 alle 50 unità, per non parlare dei 130 addetti della De Tomaso, ex Delphi). «L'obiettivo "livornese" per la manifestazione è di riempire almeno 8 pullman (come per la protesta del 16 ottobre scorso), che partiranno da Livorno (ore 8.30 da Porta a Terra) per far scalo a Rosignano. Convogli anche da Piombino, con fermata a Venturina, mentre per gli altri punti dipenderà dal numero di adesioni nei comuni di Cecina, Donoratico, San Vincenzo. Assieme alla manifestazione dell'11 febbraio Fiom Cgil ha indetto uno sciopero di 4 ore, che sarà fatto il giorno precedente per consentire una più facile partecipazione all'incontro a Roma. «Non si può abbassare il livello delle condizioni dei lavoratori fino a renderli schiavi - concludono i rappresentanti sindacali -. È necessario garantire dignità al lavoro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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