Il Tirreno

Livorno

Con le lettiere equine una centrale biomasse al Caprilli

Con le lettiere equine una centrale biomasse al Caprilli

I dipendenti scrivono al sindaco: ecco il nostro progetto. E alla Ceschina un orto botanico per tutti i livornesi

3 MINUTI DI LETTURA





Mantenimento dei vecchi posti di lavoro e creazione di nuovi; utilizzo di energie alternative; abbattimento dei costi di smaltimento dei rifiuti; restituzione di un'area multifunzionale, ora inutilizzata, ai livornesi.

È quanto contenuto nel documento per la ristrutturazione dell'ippodromo Caprilli e del parco della Ceschina, presentato dai rappresentanti sindacali dei lavoratori della Labronica corse Cavalli. Un progetto vero e proprio, frutto di un percorso complesso e di una serie d'incontri con esperti del settore. «Non vogliamo essere soggetti passivi in attesa di una soluzione dell'amministrazione - spiega Paolo De Santi, Cgil Slc - Abbiamo riflettuto su come usare un impianto dalle enormi potenzialità».

Una cosa è certa: con la crisi di ippica e scommesse, è necessario diversificare le attività che possono trovare spazio all'interno degli impianti. E il contributo si muove in questa direzione.«La proposta - afferma Gabriele Vittori, delegato alla sicurezza e laureato in scienze naturali - si basa sulle fonti di energia rinnovabili». Gli oltre 100 cavalli che alloggiano nei box dell'ippodromo comportano oltre 750 tonnellate all'anno di materiale per le lettiere equine, il cui smaltimento costa circa 40 mila euro. La soluzione? Una piccola centrale a biomassa, con una potenza inferiore ai 150 Kw e dalle dimensioni ridotte, da collocare all'interno della struttura. «Così - prosegue Vittori - potremmo smaltire i composti senza spendere e producendo energia sufficiente per il fabbisogno dell'impianto elettrico e di riscaldamento. La centrale rispetterebbe tutti i parametri di sicurezza, il materiale in questione è solo paglia e truciolato. Potrebbe anche smaltire la vegetazione che viene potata (oltre mille tonnellate annue) sia per l'ippodromo che per la Ceschina». Le centrali a biomassa negli impianti non sono poi così rare. Uno dei maneggi più grandi al mondo (nel Kentucky, Stati Uniti), è alimentato in quel modo. Stesso discorso per lo smaltimento delle lettiere equine nei maneggi della regina d'Inghilterra. Per completare il quadro delle energie rinnovabili, potrebbero essere posti dei pannelli fotovoltaici sugli edifici dell'ippodromo.

I finanziamenti statali e della Comunità Europea coprirebbero buona parte della spesa per la centrale e i pannelli. Con il rinnovamento delle strutture, poi, il Caprilli diventerebbe una struttura polivalente. Oltre alle corse dei cavalli gli spazi potrebbero ospitare fiere, mercati, spettacoli, ecc. Il parco della Ceschina sarebbe invece "una campagna in città". L'idea è di trasformare un bosco abbandonato in un percorso didattico, da condividere con scuole e università di Pisa (che già hanno dato la loro disponibilità). Un orto botanico prezioso, visitabile dagli studenti e da tutti i livornesi. L'area potrebbe contenere piccole strutture del mondo rurale (un ristorante-fattoria), e potrebbe ospitare un museo dell'ippica e ripercorrere la storia del Caprilli e del cavallo.Il progetto è ambizioso e, dicono, fattibile. Ma non è tutto rose e fiori. «Abbiamo inviato il protocollo al sindaco da un mese, ma ancora non abbiamo avuto risposta - dice Umberto Tedeschi, Cgil Slc - Abbiamo iniziato una serie di incontri con gli esponenti politici, che hanno invece manifestato la loro disponibilità. Il rammarico è che a quanto pare dobbiamo attendere il bando sulle idee per la riqualificazione dell'area, che uscirà il 31 gennaio. Speravamo di avere più voce in capitolo in quanto lavoratori del Caprilli da oltre 20 anni».

Giorgio Carlini

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino