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Se Cosimi si dimettesse
Ha ragione il sindaco Cosimi a dire al Consiglio comunale: "se vado a casa io andate a casa anche voi". E' proprio questo, infatti, che prevede la legge elettorale per i comuni
Ha ragione il sindaco Cosimi a dire al Consiglio comunale: "se vado a casa io andate a casa anche voi". E' proprio questo, infatti, che prevede la legge elettorale per i comuni: siccome il Sindaco è eletto direttamente dai cittadini, se il Consiglio lo sfiducia (cosa che può fare) occorre immediatamente sciogliere il Consiglio e indire nuove elezioni, sia per il Sindaco che per il Consiglio. E' la regola del "simul stabunt, simul cadent", che vale anche per le province e le regioni, ma non per il livello nazionale (benché Berlusconi abbia ripetutamente sostenuto il contrario).
Dunque, una "soluzione Monti" a Livorno non sarebbe possibile, come non sarebbe possibile in nessun altro Comune: anche perché a Livorno non c'è un Napolitano che possa prendere in mano la situazione e favorire una via d'uscita. Quest'ultima è un'altra differenza di rilievo sul piano istituzionale: nel caso di crisi di governo (a livello statale), il Presidente del Consiglio si deve far da parte, ed è il Presidente della Repubblica a gestire la partita per cercare di risolvere la crisi, come pure a lui spetta procedere all'eventuale scioglimento delle Camere. E questo potere lo legittima anche a intervenire per far emergere allo scoperto una situazione di crisi latente: esattamente come è avvenuto con la caduta del governo Berlusconi.
A livello di ente locale, invece, non esiste un soggetto terzo tra Sindaco e Consiglio: è il sindaco che fa il "secondo" e il "terzo", ovvero il giocatore e l'arbitro per risolvere eventuali crisi (che non arrivino ovviamente al punto di un voto di sfiducia, perché in questo caso la partita si chiude ed entra in gioco il Prefetto). Ciò ha evidenti conseguenze sulle modalità di soluzione di eventuali momenti di tensione e di pre-crisi: perché il Consiglio sa che può tirare la corda ma fino a un certo punto; e perché il Sindaco sa che il coltello dalla parte del manico lo impugna lui, potendo sia minacciare il Consiglio di andare tutti a casa, che di cambiare pezzi della sua maggioranza (sempre che riesca ad avere i numeri) senza timore di altri che possano prendere il suo posto.
Questo aiuta a comprendere la situazione della nostra città, in questo passaggio istituzionale, ma aiuta anche a capire quanto le regole istituzionali condizionano le scelte politiche. In un contesto istituzionale diverso, e se anche a Livorno ci fosse stato un Napolitano, non sono sicuro che ci saremmo trovati in questa situazione.
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