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Ma i pescatori non mollano
Non usciranno in mare almeno fino a lunedì mattina
LIVORNO
A bordo dei loro pescherecci non saliranno almeno fino a lunedì mattina. Quando dovrebbero riprendere il largo e calare le reti.
Quindi, per altri tre giorni, niente pesce fresco sui banchi del mercato .
Nonostante in città gli autotrasportatori abbiano lentamente interrotto il blocco nella serata di ieri, i pescatori non mollano. La loro protesta va avanti.
Ieri hanno formalizzato lo sciopero, inviando una lettera al Comune e prefetto, mentre sperano che questo fine settimana porti buone notizie. «Ci sono in programma - spiega Gaetano Granieri, uno dei pescatori in rivolta - due manifestazioni a Fano e San Benedetto, durante le quali i nostri colleghi esprimeranno le ragioni del nostro dissenso». Stop al caro-gasolio e un no secco alle licenze di pesca a punti: questi i motivi che hanno spinto i pescatori livornesi, insieme ai colleghi di molte città italiane - a incrociare le braccia e lasciare buona parte dei mercati ittici senza prodotti.
In verità sulle banchine del porto alcune tipologie di pesce sono arrivate anche in questa settimana di sciopero. Perché se i venti pescherecci che praticano la pesca a strascico non hanno preso il largo, le barche che invece usano il tramaglio sono uscite in mare e hanno pescato. «Loro - dice polemico Granieri - non hanno aderito alla protesta, perché spendono molto meno di noi di carburante. Ma non è giusto, essendo tutti noi una stessa categoria di lavoratori».
Intanto oggi i pescherecci resteranno ormeggiati alla banchina davanti ai Quattro Mori: «Volgiamo chiarire bene le nostre posizioni- termina Granieri -, fino a lunedì non abbiamo intenzione di pescare. Poi, a seconda delle notizie che avremo, decideremo cosa fare».(a.c.)
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